La Corte Suprema dell'India ha recentemente emesso una sentenza contro l'ordine esecutivo del 2021 che ha permesso autorizzazioni ambientali post-fatto per progetti di sviluppo, ribadendo la necessità di autorizzazioni ambientali preventive come prescritto dalla legge sulla protezione dell'ambiente del 1986. La corte ha confermato una notifica del 2017 che consentiva eccezioni limitate per progetti che avevano già iniziato la costruzione, a condizione che si applicassero entro sei mesi. Tuttavia, l'ordine del 2021, essendo una direttiva esecutiva piuttosto che una notifica formale, è stato ritenuto non valido. La sentenza ha sottolineato che le modifiche al regime di valutazione dell'impatto ambientale (EIA) devono seguire procedure legali, non ordini amministrativi. I progetti già approvati sotto la notifica del 2017 o l'ordine del 2021 rimangono inalterati, ma le nuove applicazioni per autorizzazioni retroattive sono ora vietate. La decisione è stata sollecitata da una ONG, Vanaktiash, che ha sfidato la legittimità dell'ordine del 2021.
Lettura del bias (Centro): L'articolo fornisce una panoramica equilibrata dei procedimenti giudiziari e non mostra linguaggio apertamente parziale o selezione di fonti. spiega sia il contesto della questione che il ragionamento del tribunale senza prendere posizione sul merito delle argomentazioni presentate.






