Il panorama politico australiano è cambiato drasticamente negli ultimi anni, con narrazioni di estrema destra che modellano sempre più il discorso pubblico. Il presidente statunitense Donald Trump, che ha trovato terreno fertile nel crescente movimento di destra australiano. Mentre il paese lotta con crescenti preoccupazioni sull'immigrazione, l'influenza di queste idee si è spostata oltre i circoli marginali e nel dibattito politico tradizionale. La teoria, nota come "grande sostituzione", postula che i cambiamenti demografici in Occidente, in particolare la crescente presenza di popolazioni non bianche, sono il risultato di uno sforzo coordinato da parte delle élite di sinistra e ebraiche per sostituire le popolazioni bianche attraverso politiche di immigrazione controllate.
Questa convinzione ha guadagnato terreno tra alcuni segmenti della classe politica australiana, in particolare all'interno del Partito liberale e del partito di estrema destra One Nation. Entrambi i partiti hanno espresso sostegno per la riduzione dei livelli di immigrazione, con il Partito liberale che mira a ridurre l'assunzione annuale al suo punto più basso dal 2009.
Nel 2025, il senatore di One Nation Malcolm Roberts ha apertamente approvato l'idea di "remigrazione", la deportazione forzata di immigrati non bianchi e dei loro discendenti, come potenziale soluzione alle minacce demografiche percepite.
In una dichiarazione, ha suggerito che i "governi di sinistra verde e marxisti culturali" vedano la migrazione di massa dal "sud globale" non come una sfida, ma come una strategia deliberata per rimodellare le società. I suoi commenti riflettono una tendenza più ampia all'interno dei circoli conservatori in Australia, dove le paure di erosione culturale e perdita di sovranità nazionale sono amplificate da tali teorie. Le origini della teoria della grande sostituzione possono essere rintracciate negli Stati Uniti, dove è emersa sotto la guida di Donald Trump. Nel 2025, l'amministrazione Trump ha istituito un Ufficio di rimigrazione all'interno del Dipartimento di Stato, anche se i dettagli delle sue operazioni rimangono oscuri.
I rapporti suggeriscono che questo ufficio era destinato a facilitare il rimpatrio su larga scala degli immigrati non bianchi, tracciando paralleli con le politiche sostenute dai leader di One Nation. - La collaborazione australiana su questo tema rimane poco chiara, la sovrapposizione ideologica è innegabile. Le conseguenze di questa ideologia sono state terribili. Dal 2017, gli individui influenzati dalla teoria della grande sostituzione hanno effettuato numerosi attacchi motivati da motivi razziali, con musulmani ed ebrei spesso come obiettivi primari. Il caso più infame si è verificato nel 2019, quando il tiratore di Christchurch, ispirato dalla teoria, ha ucciso 51 musulmani in Nuova Zelanda.
Il suo manifesto faceva esplicitamente riferimento alla narrativa della grande sostituzione, evidenziando il suo pericoloso appello al pensiero estremista. Mentre il clima politico continua ad evolversi, la normalizzazione di queste idee pone sfide significative per le istituzioni democratiche australiane. Con One Nation che guadagna slancio e il Partito liberale che adotta posizioni più dure sull'immigrazione, cresce il rischio di cambiamenti di politica che potrebbero portare a deportazioni di massa o altre misure restrittive. Le implicazioni si estendono oltre la politica di immigrazione, sollevando domande sulla protezione dei diritti delle minoranze e l'integrità del quadro multiculturale australiano.
Il cammino da seguire dipenderà dal modo in cui si svolgeranno questi dibattiti nei prossimi mesi e dal fatto che il grande pubblico rimanga vigile contro la diffusione di ideologie dannose.
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