I ricercatori dello Smithsonian in Virginia hanno impiegato una miscela unica di tecniche avanzate di imaging e rudimentali per scoprire nidi nascosti di tartarughe orientali, rivelando tassi di predazione allarmanti. Utilizzando una macchina portatile a raggi X, bicchieri di plastica e oltre 216 metri di filo, la squadra ha localizzato 16 nidi in otto settimane. Di questi, 13 sono stati attaccati da predatori come pupe e procioni, spesso entro poche ore dalla deposizione delle uova. Lo studio, condotto dallo Smithsonian's National Zoo and Conservation Biology Institute, mette in evidenza le sfide critiche nella conservazione delle tartarughe. Il processo di localizzazione dei nidi inizia con l'identificazione delle femmine che trasportano uova in via di sviluppo.
I tecnici veterinari eseguono rapide scansioni a raggi X sul campo, usando una coppa di plastica per fissare la tartaruga durante la procedura. I raggi X aiutano a determinare se è probabile che una tartaruga nidifichi presto. Una volta identificata una femmina, i ricercatori attaccano una bobina di filo al suo guscio. Un'estremità del filo è ancorata al punto di scoperta, mentre l'altra è portata dalla tartaruga mentre si muove attraverso l'habitat. Questo metodo consente ai ricercatori di tracciare il suo percorso senza osservazione continua. Mentre la femmina cerca un sito di nidificazione adatto, lascia dietro di sé una traccia visibile di filo. Quando si stabilisce in un punto, i suoi movimenti diventano più concentrati mentre scava e depone le sue uova.
I ricercatori seguono il filo fino a questa posizione, alla ricerca di segni di terreno disturbato. Misurano anche il peso della tartaruga prima e dopo la nidificazione, notando una potenziale perdita di fino a 80 grammi, indicando recenti attività di deposizione delle uova. Una volta trovato un nido, il team segna la sua posizione e installa una telecamera di traccia per monitorare la zona in modo discreto. I risultati sottolineano la vulnerabilità delle uova di tartaruga alla predazione. Nel corso di un monitoraggio quasi giornaliero, i ricercatori hanno documentato 16 nidi, di cui 13 sono stati distrutti dagli animali. La rapida predazione suggerisce che molti nidi sono presi di mira poco dopo la deposizione delle uova, lasciando poche possibilità di sopravvivenza.
Le telecamere di traccia hanno fornito prove dirette di predatori come i procioni che consumano le uova dei nidi delle tartarughe a cassetta, offrendo una chiara documentazione della minaccia affrontata da queste specie. Lo studio sottolinea anche l'importanza di tracciare singole tartarughe per comprendere meglio il loro comportamento e i modelli di nidificazione. Il team ha seguito 56 tartarughe a cassetta orientali taggate in cinque diversi siti, utilizzando trasmettitori radio e tag GPS per monitorare i loro movimenti. Questi dati aiutano i ricercatori a prevedere quando e dove potrebbe verificarsi il nidificazione, consentendo strategie di conservazione più efficaci.
Combinando strumenti tecnologici con metodi tradizionali, il team dello Smithsonian sta guadagnando preziose intuizioni sul ciclo di vita e sulle pressioni ecologiche che colpiscono le tartarughe orientali. La ricerca sottolinea preoccupazioni più ampie per gli sforzi di conservazione della fauna selvatica. Mentre l'attenzione qui è rivolta alle tartarughe orientali, sfide simili sono osservate in altre specie di rettili.
Mentre il team prosegue il suo lavoro, si spera che queste scoperte portino a misure di protezione migliori per le specie di tartarughe in via di estinzione.
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