L'articolo discute le preoccupazioni ecologiche sollevate dai filosofi Martin Heidegger e dall'artista Joseph Beuys, collegando le loro idee a problemi ambientali contemporanei come la crisi climatica. Si osserva che dopo la morte di Heidegger nel 1976, i primi sforzi sono emersi all'interno del movimento anti-nucleare per formare un nuovo partito politico ecologico, che Heidegger avrebbe probabilmente sostenuto a causa del suo scetticismo verso lo sviluppo tecnologico, l'energia nucleare e l'esplorazione spaziale. Joseph Beuys, che morì dieci anni dopo, condivideva visioni ecologiche simili nonostante l'interazione diretta limitata con Heidegger. L'articolo evidenzia l'influente "Call for an Alternative" di Beuys, pubblicato nel 1977, che criticava le potenze globali per la minaccia di distruzione atomica e descriveva il sistema economico come basato sulla natura dello sfruttamento. Questa entità retorica era allineata allo studio del 1972 "Limits to MIT Growth" condotto da ricercatori del Club di Roma. Beuys era attivamente coinvolto nelle prime fasi del Partito Verde prima che diventasse un partito politico formale.
Lettura del bias (Progressista): L'articolo sottolinea le prospettive ecologiche e anticapitaliste di Heidegger e Beuys, allineandole con i primi movimenti ambientali e le critiche alla crescita industriale.






