I militari sudanesi hanno fatto progressi significativi nella regione occidentale del Darfur, respingendo il gruppo paramilitare delle Forze di supporto rapido (RSF) in un'area critica. All'inizio di agosto, le forze allineate al governo hanno respinto due attacchi consecutivi delle RSF nella regione di Bir Saliba, situata a circa 30 chilometri a nord di el-Geneina, la capitale dello stato del Darfur occidentale e l'ultima roccaforte delle RSF nell'area.
Secondo il generale Bahr al-Din Adam Karama, governatore dello stato del Darfur occidentale, le strade della regione svolgono un ruolo cruciale nel collegare la capitale con parti del nord-ovest.
Le forze governative hanno tentato di interrompere la logistica delle RSF prendendo il controllo dei valichi di confine e delle rotte nel deserto vicino al confine con il Ciad. Questa strategia suggerisce un potenziale spostamento del conflitto verso el-Geneina, che rimane un obiettivo chiave per l'esercito sudanese. Le RSF, tuttavia, continuano a montare la resistenza, anche se i rapporti recenti indicano crescenti difficoltà nel mantenere la loro presa sulla regione. Il governatore regionale del Darfur, Minni Arko Minnawi, ha riferito che il maggiore generale Mahdi Adam, noto come Jebel Moon e una figura di spicco all'interno delle RSF, è stato ucciso durante gli scontri nel Sudan occidentale.
Mentre le RSF non hanno ufficialmente confermato la sua morte, questa perdita potrebbe indebolire significativamente la loro struttura di comando e creare lacune di leadership nell'area. Minnawi ha anche notato che la Forza Congiunta dei Movimenti di lotta armata, una coalizione di ex gruppi ribelli del Darfur allineati con l'esercito sudanese, ha impedito con successo un tentativo di accerchiamento di Bir Saliba da parte delle RSF. Le RSF hanno lanciato uno sforzo coordinato per circondare la Forza Congiunta, con un'unità che avanzava da nord di Kulbus e un'altra che si muoveva dalla direzione di Sileia nell'area di Jebel Moon. Nonostante queste manovre, le RSF non sono riuscite a violare le difese della Forza Congiunta.
Il comandante Mutawakkil Ali Wakil Abu-Ja, portavoce della Forza congiunta, ha dichiarato che la coalizione ha distrutto oltre 38 veicoli da combattimento e ne ha catturati altri 27 durante la campagna. Ha anche menzionato che il comandante della forza RSF attaccante è stato ucciso, con i rimanenti combattenti che hanno abbandonato il campo di battaglia e hanno lasciato i loro compagni caduti. Abu-Ja ha sottolineato gli sforzi in corso per garantire l'asse occidentale e intensificare la pressione sulle RSF in vista di quella che ha descritto come una battaglia decisiva per el-Geneina.
Il maggiore generale Othman Siraj, che sovrintende alle operazioni militari, ha riferito che gli attacchi aerei contro un convoglio vicino al confine con il Ciad hanno ulteriormente isolato le RSF e interrotto una rotta di rifornimento chiave. Questa azione ha contribuito all'incapacità delle RSF di raggrupparsi efficacemente, creando condizioni favorevoli per l'eventuale cattura di el-Geneina.
Mentre il conflitto si svolge, l'esercito sudanese sembra guadagnare slancio in occidente, con il potenziale di alterare la dinamica del conflitto più ampio. La continua pressione sulle RSF, combinata con guadagni strategici e interruzioni delle loro linee di approvvigionamento, indica un possibile riallineamento delle forze a favore delle truppe allineate al governo.
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