Le incursioni dell'ICE hanno intensificato il loro impatto sull'industria edile del Texas, spingendo i leader aziendali ad avvertire della carenza di lavoratori e dei ritardi dei progetti.
L'aumento delle operazioni dell'ICE ha coinciso con le politiche dell'ex presidente Donald Trump, durante la cui amministrazione l'agenzia ha intensificato i suoi sforzi contro gli immigrati non autorizzati. Sotto il governatore Greg Abbott, le autorità del Texas hanno collaborato a stretto contatto con le forze federali di immigrazione, con il risultato di oltre 9.100 arresti nella parte meridionale dello stato da quando Trump è entrato in carica. Questa escalation ha avuto un effetto diretto sull'industria edile, dove molti lavoratori sono nati all'estero.
Nel dicembre 2025, il Texas Tribune ha riferito che il rallentamento dei progetti di costruzione era legato alla politica di deportazione di massa, creando un effetto a catena in tutta l'economia dello stato.
Durante questo incontro, hanno discusso di possibili soluzioni per i lavoratori immigrati e hanno emesso un messaggio chiaro ai legislatori statali: fermare le deportazioni di massa o rischiare di perdere le prossime elezioni. Massey Villarreal, direttore esecutivo di Precision Task Group, ha sottolineato l'urgenza della situazione. Le sue osservazioni hanno sottolineato la crescente preoccupazione tra i leader aziendali che la prosecuzione dell'applicazione danneggerebbe sia l'economia che la posizione politica. Nel frattempo, i dati a livello nazionale mostrano che l'ICE ha preso di mira nazionalità specifiche, in particolare i paesi dell'America Latina.
Secondo un rapporto di TRAC Immigration, sei nazioni latinoamericane hanno rappresentato quasi il 70% dei 78.882 ordini di allontanamento emessi a giugno. Questi includevano il Messico, il Guatemala, l'Honduras, El Salvador, Haiti e Cuba. Il rapporto ha osservato che la maggior parte di queste persone non erano presenti durante le udienze in tribunale, con il 68% che mancava alle loro comparse previste. Il 9% di coloro i cui casi conclusi a giugno hanno ricevuto una qualche forma di sollievo legale che consente loro di rimanere nel paese.
Altri stati come Hawaii, Washington e California hanno riportato una diminuzione delle espulsioni, mentre altri hanno registrato un forte aumento. Le tendenze specifiche per nazionalità hanno mostrato che le espulsioni contro gli haitiani sono aumentate del 96%, e quelle dalla Repubblica Dominicana e dal Brasile sono aumentate di oltre il 50%. Nel frattempo, le espulsioni da paesi come Mauritania, Somalia e Bangladesh sono diminuite in modo significativo. Oltre all'impatto più ampio sulle comunità, i singoli casi evidenziano il costo umano di queste politiche. Il calciatore argentino Matías Pourrain, membro del Miami United FC, è stato detenuto dall'ICE dopo aver viaggiato da Miami a Los Angeles.
La madre, María, ha descritto le condizioni che ha dovuto affrontare, tra cui il sovraffollamento e la mancanza di beni di prima necessità. Pur avendo uno status legale e un permesso di lavoro valido, Pourrain rimane in custodia, con la sua famiglia e il suo team legale che sollecitano un'azione rapida. Il suo caso riflette le sfide più ampie affrontate dagli immigrati nell'ambito delle attuali politiche di applicazione. In un altro caso, le famiglie messicane in Florida hanno scelto di completare le necessarie procedure consolari localmente piuttosto che viaggiare ad Orlando, temendo incontri con l'ICE. Il consolato messicano a Wimauma, in Florida, ha tenuto diverse sessioni in cui i residenti potevano gestire i documenti senza rischiare l'esposizione.
I membri della comunità hanno espresso gratitudine per la comodità e la sicurezza offerte da questi servizi localizzati, in particolare per coloro che non hanno le giuste patenti di guida o che affrontano problemi di mobilità, con implicazioni di vasta portata sia per le imprese che per gli individui.
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