Guillermo Francos, un giornalista argentino conosciuto per la sua critica politica e le sue rubriche nei media indipendenti, ha rivelato in un'intervista che il sistematico bullismo da parte dei troll associati allo spettro liberale lo ha portato a rinunciare al suo ruolo di commentatore politico. In dichiarazioni a Clarín, Francos ha descritto come affrontava attacchi costanti sui social network, incluse false accuse e minacce, che hanno colpito il suo benessere personale e professionale. La sua decisione di lasciare la sua posizione riflette una crescente polarizzazione nell'ambito mediatico argentino, dove la censura e il bullismo digitale sono diventati strumenti per zittire le voci critiche. La situazione solleva domande sulla responsabilità dei media nella protezione dei loro collaboratori e sulla necessità di stabilire limiti chiari di fronte all'intolleranza online.
Lettura del bias (Progressista): L'articolo presenta l'assedio di gruppi identificati con lo spettro liberale come una forma di censura, che suggerisce un pregiudizio contro posizioni conservatrici o centristiche. L'uso del termine "trolls libertarios" implica una valutazione negativa verso questi attivisti, mentre minimizza
