Il cambiamento climatico ha svolto un ruolo significativo nel ritiro del ghiacciaio Pine Island in Antartide occidentale, secondo un recente studio pubblicato su *Cryosphere*. La ricerca indica che il riscaldamento indotto dall'uomo ha rappresentato circa 4 chilometri - circa un quinto - del ritiro del ghiacciaio dai tempi preindustriali. Questa scoperta segna il primo studio di attribuzione del ritiro dei ghiacciai in Antartide, facendo luce sulla complessa interazione tra le fluttuazioni climatiche naturali e i fattori antropogenici che influenzano la dinamica del ghiaccio.
Il ghiacciaio Pine Island, situato sul lato occidentale della calotta glaciale antartica, è tra i ghiacciai che cambiano più rapidamente a livello globale. Contribuisce in modo significativo all'innalzamento del livello del mare a causa della sua sostanziale perdita di ghiaccio. Insieme al suo vicino, il ghiacciaio Thwaites, Pine Island rappresenta quasi la metà dell'innalzamento del livello del mare derivante dallo scioglimento delle calotte glaciali in Antartide.
Storicamente, la calotta glaciale dell'Antartide occidentale ha subito un ampio ritiro, in particolare durante l'ultimo massimo glaciale di circa 20.000 anni fa. Da allora, la calotta glaciale si è ritirata di circa 500 chilometri - una distanza paragonabile a quella tra Parigi e Londra. La maggior parte di questo ritiro si è verificata tra 10.000 e 20.000 anni fa, dopo di che la calotta glaciale si è stabilizzata negli ultimi 10.000 anni. Tuttavia, osservazioni recenti indicano una rinnovata attività, con il ghiacciaio Pine Island che ha iniziato a ritirarsi in particolare a partire dagli anni '40.
Questo cambiamento ha coinciso con un potente evento di El Niño, che ha introdotto un'ondata di acqua calda verso il ghiacciaio, potenzialmente avviando la sua attuale fase di fusione accelerata.
Le registrazioni dei sedimenti sotto il ghiacciaio Pine Island forniscono informazioni sulla sua posizione storica e sul suo movimento. Queste registrazioni mostrano che il ghiacciaio una volta riposava su una cresta del fondale marino a circa 30 chilometri dalla sua posizione attuale. La transizione dal posizionamento stabile al ritiro attivo evidenzia la sensibilità del ghiacciaio ai cambiamenti ambientali, sia naturali che indotti dall'uomo. I risultati dello studio sottolineano l'importanza di distinguere tra variabilità naturale e l'impatto dei cambiamenti climatici sulla dinamica del ghiaccio, offrendo dati critici per futuri modelli climatici e decisioni politiche.
L'aumento del livello del mare rappresenta una minaccia crescente per molti paesi, in particolare per le piccole nazioni insulari e le aree costiere basse. Secondo le proiezioni, il tasso di aumento del livello del mare è aumentato in modo significativo rispetto ai secoli precedenti. Da una media di 1,4 millimetri all'anno nel XX secolo, il tasso è salito a 3,6 millimetri all'anno tra il 2006 e il 2015.
Paesi come le Maldive e Kiribati affrontano minacce esistenziali dovute all'innalzamento del livello del mare. Le Maldive, con un'altitudine media di appena un metro sul livello del mare, rischiano di perdere il 77 per cento della sua superficie terrestre se il livello del mare aumenta di 45 centimetri. Allo stesso modo, Kiribati potrebbe perdere due terzi del suo territorio se il livello del mare aumenta di 90 centimetri. Oltre a questi stati insulari, le principali città come Jakarta in Indonesia stanno vivendo un abbassamento aggravato dall'eccessiva estrazione delle acque sotterranee, aggravando il rischio rappresentato dall'innalzamento dei mari. In risposta, alcune nazioni stanno esplorando misure di adattamento, tra cui il trasferimento delle capitali dalle zone costiere vulnerabili.
Mentre gli impatti dei cambiamenti climatici sono sempre più evidenti, le risposte variano ampiamente. Nazioni come i Paesi Bassi hanno dimostrato strategie efficaci per la gestione dei rischi costieri attraverso infrastrutture e pianificazione avanzate. Tuttavia, la portata dei danni potenziali richiede una cooperazione globale e soluzioni innovative per mitigare gli effetti dell'innalzamento dei mari e degli eventi meteorologici estremi. Mentre la comunità scientifica continua a perfezionare le previsioni e a comprendere i meccanismi che guidano i cambiamenti climatici, i responsabili politici devono prepararsi per le sfide multiforme future, garantendo la resilienza delle comunità a rischio.
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Carbon BriefIndipendenteSinistra5 gg fa Il cambiamento climatico ha causato il ritiro di un quinto del ghiacciaio di Pine IslandIl ghiacciaio Pine Island nell'Antartide occidentale, uno dei ghiacciai che cambiano più velocemente a livello globale, ha subito un significativo ritiro a causa dell'erosione dell'acqua calda dal basso. Il ghiacciaio contribuisce quasi alla metà dell'innalzamento del livello del mare a causa dello scioglimento della calotta glaciale antartica. Un recente studio pubblicato su 'Cryosphere' attribuisce circa 4 km circa un quinto del ritiro del ghiacciaio Pine Island al cambiamento climatico causato dall'uomo dai tempi preindustriali. Questa ricerca segna il primo studio di attribuzione del ritiro dei ghiacciai in Antartide.
Lettura del bias (Sinistra): L'articolo sottolinea il ruolo del cambiamento climatico causato dall'uomo nel ritiro dei ghiacciai, utilizzando studi scientifici per evidenziare i fattori antropici.
UNIANVicino a un partitoCentro5 gg fa Вчені показали карту 2100 року: яких країн не станеL'aumento del livello del mare sta accelerando più velocemente del previsto, minacciando di cancellare intere nazioni insulari e inondare le principali città entro il 2100. Gli scienziati avvertono che le aree costiere, in particolare gli stati insulari a bassa quota come le Maldive e Kiribati, affrontano gravi rischi, con alcune proiezioni che suggeriscono che questi paesi potrebbero scomparire completamente. In Asia, Cina, Bangladesh e India sono tra i più vulnerabili, con milioni di persone a rischio. Giacarta, la capitale dell'Indonesia, sta affondando a causa dell'eccessiva estrazione delle acque sotterranee e dell'innalzamento dei mari, spingendo piani per trasferire la capitale a Borneo. Lo studio evidenzia l'importanza delle infrastrutture nel mitigare i danni, citando i Paesi Bassi come esempio di efficaci strategie di adattamento.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta risultati scientifici e proiezioni senza un'aperta inquadratura ideologica. Cita diversi studi e organizzazioni, tra cui NOAA e Nature Communications, e discute sia gli impatti globali che regionali senza favorire alcuna particolare posizione politica.
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