Il caso, risalente al 2019, è ora giunto al più alto organo giudiziario dell'UE, poiché la Commissione contesta la precedente sentenza che ha annullato la sanzione. 49 miliardi per abuso della sua posizione dominante nella pubblicità di ricerca online. L'ammenda è stata imposta ai sensi dell'articolo 102 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, che vieta alle aziende di intraprendere comportamenti anticoncorrenziali. La Commissione ha affermato che Google aveva incluso termini restrittivi nei contratti con gli editori, impedendo ai motori di ricerca rivali di visualizzare annunci sui loro siti web.
Secondo la Commissione, queste clausole hanno rafforzato il dominio di Google sul mercato e soffocato la concorrenza. Nel 2024, il Tribunale, il secondo tribunale più alto dell'UE, ha stabilito che l'ammenda doveva essere annullata. Il tribunale ha ritenuto che la Commissione avesse commesso errori nella valutazione del caso, in particolare nel modo in cui ha valutato l'impatto delle clausole contrattuali contestate. Il tribunale di grado inferiore ha concluso che la Commissione non era riuscita a dimostrare che queste clausole limitavano significativamente la concorrenza. Holmes ha sottolineato che il ragionamento del Tribunale era chiaro e completo e che la Commissione aveva trascurato le prove che dimostravano che i concorrenti avevano ampie opportunità di contestare il dominio di Google.
Dawes ha sostenuto che l'appello della Commissione ha cercato di annullare una sentenza ben motivata. In risposta, l'avvocato della Commissione, Anthony Dawes, ha criticato la sentenza del tribunale inferiore, sostenendo che imponeva un onere insolito alle autorità di regolamentazione. Ha osservato che il tribunale sembrava ignorare la giurisprudenza consolidata, potenzialmente minando il quadro giuridico che guida l'applicazione antitrust. Dawes ha suggerito che l'interpretazione del tribunale inferiore potrebbe portare a una situazione in cui le clausole esclusive nei contratti siano trattate come legali a meno che non siano specificamente contestate. Un consulente del tribunale fornirà un parere non vincolante il 12 novembre, con la sentenza finale prevista diversi mesi dopo.
Il caso, numerato C-826/24 P Commissione contro Google e Alphabet (Google AdSense), evidenzia la complessa interazione tra il potere delle imprese e la vigilanza regolamentare nell'era digitale.
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Channel NewsAsia (CNA)Statale / pubblicoCentroFattualità 85Obiettività 80ieri Google esorta la Corte Suprema dell'UE a sostenere la sentenza che ha annullato la multa antitrust di 1,7 miliardi di dollariGoogle ha chiesto al tribunale supremo dell'Unione europea di respingere un appello dei regolatori antitrust dell'UE per una multa del 2019 di 1,49 miliardi di euro (1,7 miliardi di dollari). Il caso deriva da una sentenza del 2024 che ha annullato l'ammenda, citando le lacune nella valutazione della Commissione europea delle pratiche contrattuali di Google con gli editori. La Commissione ha sostenuto che le clausole di Google limitavano i concorrenti dalla pubblicità sui siti degli editori, rafforzando il suo dominio nella ricerca online. L'avvocato di Google ha affermato che i nuovi argomenti della Commissione erano difettosi e ignoravano le prove di opportunità competitive per i rivali. L'avvocato della Commissione ha criticato la sentenza del tribunale inferiore per aver indebolito la giurisprudenza consolidata. Un parere consultivo non vincolante è atteso a novembre, con una sentenza finale in attesa.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta entrambe le parti della controversia legale senza favorire apertamente né Google né la Commissione europea.
Perché fattualità (85): The article accurately reports the legal dispute between Google and the EU Commission regarding the $1.7 billion antitrust fine. It cites specific dates, amounts, and legal procedures, aligning with the cross-source consensus. However, it does not provide direct quotes from the primary source docume
Perché obiettività (80): The article presents both sides of the argument fairly, quoting representatives from Google and the EU Commission. However, there is a slight倾向 towards presenting Google's perspective more prominently, particularly through the inclusion of quotes from Google's lawyer, which may slightly affect neutr
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