La Corte Suprema Italiana (Corte di Cassazione) ha deciso a favore dello Stato, respingendo la richiesta di risarcimento di un uomo dopo aver sviluppato la dipendenza dal gioco d'azzardo. La corte ha dichiarato che non vi era alcun obbligo legale per lo Stato di avvertire i cittadini sui rischi del gioco d'azzardo e che giocare è un atto volontario. La sentenza ha scatenato un dibattito filosofico più ampio sui limiti della libertà individuale rispetto alla responsabilità dello Stato, ponendo in discussione se gli adulti possono aspettarsi protezione dalle proprie decisioni dannose. La sentenza ha sottolineato che lo Stato non è un "Leviatano" che sovrintende a tutte le attività umane, ma piuttosto un protettore dei diritti costituzionali, non un guardiano che guida gli individui come un "Civis Romanus".
Lettura del bias (Centro): Mentre l'articolo presenta una posizione critica sia verso il libertarismo estremo che verso l'eccessivo controllo statale, non favorisce chiaramente un'ideologia rispetto all'altra.





