Gerhard Karner, il ministro degli Interni austriaco, ha affermato che "lo Stato di diritto ha bisogno di forza e di denti" durante un'intervista con Kurier. Parlando poco dopo aver presentato i più bassi numeri di asilo in due decenni, Karner ha sottolineato il successo degli sforzi dell'Austria per scoraggiare la migrazione attraverso cambiamenti di politica sia interna che europea. Le sue osservazioni arrivano in mezzo a discussioni in corso sulla sicurezza delle frontiere e l'efficacia dei fattori di spinta nella riduzione degli afflussi.
Karner ha riconosciuto l'importanza dei fattori di attrazione e di spinta nel modellare i modelli migratori, citando l'aumento di misure come controlli più severi alle frontiere interne e una migliore protezione lungo le frontiere esterne, in particolare il confine bulgaro-turco, come fattori chiave che hanno contribuito al calo delle domande di asilo.
Karner ha respinto l'approccio di Nepp come fuorviato, sostenendo invece che i partiti di destra spesso promuovono le stesse condizioni a cui sostengono di opporsi. Ha fatto riferimento ai recenti eventi nell'enclave nordafricana della Spagna, Ceuta, dove migliaia di migranti hanno tentato di attraversare l'Europa. Secondo Karner, la risposta non è venuta da gruppi di sinistra, che tradizionalmente aiutano i migranti, ma da figure di estrema destra come Martin Sellner, che hanno utilizzato i social media per alimentare la paura e suggerire che l'Europa sia stata invasa. Nonostante la vicinanza di Ceuta all'Africa, Karner ha sostenuto che questi individui hanno celebrato l'afflusso come mezzo per generare slancio politico.
Nel rispondere alle preoccupazioni per la disinformazione, Karner ha confermato che l'Austria utilizza le piattaforme dei social media per contrastare le false narrazioni diffuse dai contrabbandieri. Una campagna intitolata "Ritorno dall'Austria" evidenzia i rimpatriati di successo, mentre gli esperti si impegnano in gruppi di chat chiusi per monitorare e rispondere alle reti di comunicazione illegali. Karner ha descritto questo sforzo come simile all'impiego di influencer anti-asilo, sottolineando la necessità di combattere le notizie false e le campagne di disinformazione orchestrate da reti di contrabbando organizzate.
Ha riconosciuto lo shock causato dalle immagini di Ceuta, notando che la situazione ha portato alla più grande operazione di rimpatrio nella storia europea, con tra 70.000 e 80.000 persone a cui è stato negato l'ingresso. Tuttavia, Karner ha criticato la Spagna per non aver affrontato i fattori di attrattiva, tra cui le politiche di regolarizzazione di massa e lo scetticismo verso il patto di asilo dell'UE. Quando è stato sottoposto a pressione sul Marocco, ha suggerito che la migrazione può essere parte di una guerra ibrida volta a destabilizzare altre nazioni, anche se ha elogiato la cooperazione tra le autorità marocchine e spagnole nel prevenire ulteriori incursioni.
Karner ha anche affrontato la possibilità di incidenti simili che si verificano lungo la rotta dei Balcani, avvertendo che potrebbe verificarsi attività criminali se un paese diventa frustrato dalle politiche europee. Ha sottolineato la necessità di preparazione e ha riaffermato la sua convinzione che lo stato di diritto deve essere applicato con determinazione. Ha accennato alla creazione di centri di rimpatrio al di fuori dell'Europa, descrivendoli come una realtà che sarebbe stata impensabile solo tre anni fa. Mentre si è rifiutato di specificare le posizioni, ha menzionato che cinque paesi, tra cui la Danimarca, stanno lavorando insieme, ciascuno impegnandosi con diversi soggetti interessati, tutti mantenendo la discrezione.
La discussione sottolinea la complessa interazione tra le strategie nazionali e transnazionali nella gestione dei flussi migratori, evidenziando sia le sfide che gli approcci in evoluzione all'interno dell'Unione europea.
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