Un nuovo studio ha rivelato un significativo divario di genere nei voti previsti per gli studenti in Inghilterra, sollevando preoccupazioni sull'equità e l'accuratezza dell'uso di tali previsioni nelle ammissioni universitarie. I ricercatori delle università di Cambridge e Bristol hanno analizzato i dati di oltre 350.000 studenti e hanno scoperto che gli insegnanti hanno costantemente previsto voti A-Level più alti per le ragazze rispetto ai ragazzi, anche quando entrambi i gruppi hanno raggiunto gli stessi risultati finali. Questa discrepanza ha scatenato nuovi dibattiti sull'affidabilità dei voti previsti nel determinare gli standard di ingresso universitari.
Lo studio, pubblicato sull'Economics of Education Review, ha esaminato 10 diversi soggetti di livello A e ha scoperto un modello persistente. Le ragazze avevano dal 3% all'11% più probabilità rispetto ai ragazzi di avere i loro voti sopravvalutati e dal 15% al 41% meno probabilità di averli sottovalutati. Tuttavia, i ricercatori hanno sottolineato che questo non era necessariamente dovuto a pregiudizi o favoritismi deliberati verso le studentesse. Invece, hanno proposto che gli insegnanti potrebbero essere influenzati da percezioni più ampie dei tratti degli studenti come motivazione, diligenza e comportamento in classe, portando a una sorta di "effetto alone" in cui le impressioni positive influenzano le previsioni accademiche generali.
Quando i ricercatori si sono concentrati sugli studenti con risultati identici di livello A e prestazioni accademiche precedenti comparabili, la situazione si è leggermente spostata. I ragazzi sono stati più frequentemente preveduti gradi più alti in materie di scienza, tecnologia, ingegneria e matematica (STEM), mentre le ragazze hanno mantenuto un modesto vantaggio in campi non STEM come la letteratura inglese.
Mentre le decisioni finali di ammissione si basano sui risultati effettivi di A-Level, le lettere di offerta iniziali vengono spesso emesse mesi prima degli esami, basandosi pesantemente sui voti previsti. Questa pratica significa che le discrepanze nelle previsioni possono influenzare le opportunità e le scelte degli studenti all'inizio del loro percorso accademico. Le organizzazioni educative, incluso il Sutton Trust, hanno a lungo sostenuto cambiamenti a questo sistema. Nel 2020, il governo del Regno Unito ha considerato la transizione a un modello di ammissione post-qualificazione, in cui le decisioni sarebbero state prese dopo che gli studenti avrebbero ricevuto i loro voti finali. Tuttavia, la proposta è stata infine abbandonata, lasciando intatto il sistema attuale.
Konstantina Maragkou, autrice principale dello studio della Facoltà di Educazione dell'Università di Cambridge, ha evidenziato la complessità della questione. Ha osservato che mentre è improbabile che gli insegnanti favoriscano intenzionalmente le ragazze, le loro previsioni possono comunque riflettere pregiudizi impliciti modellati da osservazioni più ampie del comportamento e delle caratteristiche degli studenti. "Dobbiamo pensare attentamente a quanto sia equo per i giovani quando la posta in gioco è così alta", ha detto. Lo studio si è basato su dati raccolti durante tre cicli di domanda universitaria tra il 2017 e il 2019. Confrontando ragazzi e ragazze con risultati equivalenti di livello A, i ricercatori hanno identificato una notevole differenza nei voti previsti.
In media, le ragazze hanno ricevuto previsioni di circa un decimo a un quinto di grado più alte dei ragazzi. Queste differenze apparentemente minori potrebbero avere un impatto significativo sulla classificazione finale di un studente, potenzialmente spostando qualcuno da una B ad una A o da una A ad una A*. Per garantire la validità delle loro conclusioni, i ricercatori hanno controllato numerose variabili, tra cui lo stato socioeconomico, l'etnia, le dimensioni delle classi e le scuole frequentate.
Ciò suggerisce che le disparità osservate non sono facilmente attribuibili a influenze esterne, ma piuttosto derivano da pregiudizi interni o ipotesi degli educatori. I ricercatori hanno esplorato diverse spiegazioni del fenomeno, tra cui la possibilità che gli insegnanti percepiscano consapevolmente o inconsapevolmente le ragazze come aventi un maggiore potenziale accademico rispetto ai ragazzi. Hanno anche considerato l'idea che le previsioni potrebbero essere informate da un insieme più ampio di attributi degli studenti oltre alle prestazioni accademiche passate.
La loro analisi ha indicato che le tendenze accademiche più ampie hanno svolto un ruolo nel modellare le previsioni, anche se i meccanismi esatti rimangono poco chiari. Mentre le discussioni continuano sull'equità e l'efficacia dei voti previsti nelle ammissioni universitarie, lo studio sottolinea la necessità di un ulteriore esame di come le aspettative degli insegnanti modellano il futuro degli studenti.
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