Nel 1997 i Progressive Democrats subirono una delle loro sconfitte elettorali più devastanti, perdendo dieci seggi parlamentari a soli quattro. Nonostante questo crollo, riuscirono ad entrare in governo insieme a Fianna Fáil, con Mary Harney che divenne l'unico ministro del governo che rappresentava il partito. Negli anni successivi i Progressive Democrats esercitarono una considerevole influenza attraverso Charlie McCreevy, che operava all'interno di Fianna Fáil e manteneva una stretta relazione con Harney. Questa connessione ha permesso a McCreevy di guidare un'agenda di taglio delle tasse durante il boom economico dell'Irlanda, posizionando il partito come un attore chiave nella definizione della politica fiscale.
Il declino dei Progressive Democrats continuò nei primi anni del 2000, con il partito di fronte a quasi annientamento nelle elezioni del 2002. Tuttavia, Michael McDowell, che in seguito sarebbe diventato il leader del partito, orchestrò una svolta drammatica. La sua strategia includeva una memorabile manovra di lampione Ranelagh e l'introduzione di uno slogan innovativo, che ha contribuito a ripristinare un certo sostegno pubblico.
McDowell prese il comando dei Progressive Democrats nel 2006, coincidendo con l'indagine del Tribunale di Mahon sull'ex Taoiseach Bertie Ahern. Durante questo periodo, McDowell prese la controversa decisione di rimanere in coalizione con il Fianna Fáil nonostante la crescente pressione per staccarsi. Le ragioni della sua scelta rimangono poco chiare, anche se gli analisti suggeriscono una combinazione di considerazioni strategiche e relazioni personali.
Al momento delle elezioni generali del 2007, i Democratici Progressisti erano stati ridotti a soli due seggi, segnalando un forte calo della loro rilevanza politica. Il ruolo un tempo prominente del partito nella politica irlandese sembrava svanire, sollevando domande sul fatto che potesse fare un ritorno. Gli osservatori hanno notato che il partito aveva perso gran parte del suo slancio precedente, in particolare dopo che la recessione economica ha iniziato a avere un impatto sul panorama politico dell'Irlanda.
Il gruppo ha esplorato dove l'energia politica di centro-destra un tempo incarnata dal PD potrebbe ora risiedere nella scena politica irlandese in evoluzione. La loro analisi ha suggerito che l'eredità del partito, sebbene diminuita, ha lasciato un'impronta duratura sulla cultura politica del paese, influenzando i movimenti e i partiti futuri che cercano di riempire il vuoto lasciato dal ritiro del PD. Mentre i democratici progressisti continuano a navigare nel loro status attuale, rimane la questione se possono recuperare la loro precedente importanza o adattarsi alle dinamiche mutevoli della politica irlandese.
Con il partito attualmente in possesso di una rappresentanza minima, la sfida consiste nel trovare nuove strade di influenza e rilevanza in un ambiente politico in rapida evoluzione.
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