Il Consiglio costituzionale francese ha annullato una legge che vieta l'uso dei social media da parte di bambini e adolescenti di età inferiore ai 15 anni, ritenendola una "violazione sproporzionata" della libertà di parola e di comunicazione. La legge era originariamente prevista per entrare in vigore il 1° settembre, ma è stata sospesa dopo che il consiglio ha stabilito che era troppo ampia, in quanto potrebbe applicarsi ai servizi online in cui non erano stati dimostrati rischi per la salute e la sicurezza dei minori. Pur riconoscendo il dovere costituzionale di proteggere il benessere dei minori, il consiglio ha criticato le limitate eccezioni consentite dalla legge, come le risorse educative. Il presidente Emmanuel Macron aveva fortemente sostenuto il divieto, definendolo un "grande progresso", ma ora prevede di redigere una nuova legge entro l'inizio del 2027 che si allinei sia alla decisione del consiglio che ai regolamenti. La Commissione europea aveva precedentemente richiesto revisioni della proposta iniziale, che era stata ritenuta incompatibile con la legge dell'UE.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta un resoconto equilibrato della sfida legale al divieto dei social media, incluse le prospettive del Consiglio costituzionale, del presidente Macron e della Commissione europea.
Perché fattualità (98): This article provides detailed and accurate reporting on the Constitutional Council’s decision, including the rationale that the ban was disproportionate and lacked sufficient safeguards. It also mentions President Macron’s response and plans for a new bill by 2027, which aligns with the cross-sourc
Perché obiettività (90): While the article includes background on Macron’s support for the original law, it remains largely neutral in tone. However, it slightly emphasizes Macron’s actions after the ruling, which may introduce a subtle framing toward his position.




