Il Consiglio Costituzionale francese ha invalidato una legge volta a vietare l'accesso ai social media per gli individui di età inferiore ai 15 anni, segnando una battuta d'arresto per l'agenda legislativa del presidente Emmanuel Macron. La legge era stata approvata dall'Assemblea Nazionale a luglio, con piani per attuare il divieto a partire dal 1° settembre. Tuttavia, il Consiglio Costituzionale ha dichiarato la misura incostituzionale, citando un'eccessiva interferenza con la libertà di espressione e insufficienti garanzie per i diritti alla privacy.
La legge invalidata avrebbe vietato ai bambini di età inferiore ai 15 anni di creare nuovi account su piattaforme come TikTok, Instagram e Snapchat, con account esistenti che affrontano restrizioni a partire dal 1° gennaio 2027.
Il presidente Macron aveva sostenuto la legislazione come parte della sua più ampia iniziativa per proteggere i giovani dai potenziali danni dei social media, comprese questioni come la frammentazione dell'attenzione, la riduzione delle prestazioni accademiche e le difficoltà a formare relazioni tra pari.
La sentenza del Consiglio costituzionale ha implicazioni oltre la Francia. Altri paesi, tra cui l'Australia, che ha attuato un divieto sui social media per i minori di 16 anni nel dicembre 2025, e il Brasile, che ha introdotto norme rigorose sull'accesso dei giovani alle piattaforme digitali dal marzo 2026, hanno adottato misure simili. In Brasile, i minori devono collegare i propri account a quelli dei genitori, richiedere il consenso dei genitori per i download di app e affrontare limitazioni sulle funzionalità che potrebbero portare alla dipendenza. Il mancato rispetto da parte delle aziende tecnologiche rischia multe sostanziali o persino la sospensione del servizio.
In Europa, le discussioni sulla regolamentazione dell'accesso dei giovani ai social media continuano. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha indicato che l'UE sta preparando una direttiva per limitare l'accesso dei giovani alle piattaforme online. Diverse altre nazioni europee, tra cui Austria, Spagna, Italia e Slovenia, stanno anche prendendo in considerazione misure simili. Questi sviluppi riflettono una tendenza più ampia verso l'equilibrio delle libertà digitali con misure di protezione per le giovani generazioni. Il tentativo fallito della Francia di attuare la restrizione dei social media evidenzia le sfide di conciliare gli obiettivi di politica pubblica con vincoli costituzionali e legali.
Nonostante la battuta d'arresto, Macron rimane impegnato ad avanzare la riforma, istruendo i funzionari a lavorare su una proposta riveduta che soddisfi sia gli standard costituzionali che le aspettative normative internazionali. Il governo mira a reintrodurre la legislazione prima della primavera del prossimo anno, prima delle imminenti elezioni presidenziali in Francia.
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