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Inondazione dell'Himalaya: centinaia di lavoratori bloccati in centrali idroelettriche
Germany🏛️ PoliticaCentro16 h fa

Inondazione dell'Himalaya: centinaia di lavoratori bloccati in centrali idroelettriche

Un'enorme tempesta di avalanche e uragani nella regione nepalese dell'Himalaya ha portato a una catastrofe, in cui oltre 900 persone sono morte e migliaia di altre sono state distrutte. Le forze di soccorso lavorano intensamente, centinaia di lavoratori nei tunnel delle centrali idriche nei distretti di Rasuwa e Nuwakot per salvarli. Esperti cinesi e indiani supportano le squadre nepalesi.

Il numero di morti per la catastrofica frana e inondazione nell'Himalaya ha continuato ad aumentare, con oltre 900 morti confermati e più di 5.000 persone ancora disperse. Il disastro ha colpito lungo il confine tra il Nepal e la regione tibetana della Cina, innescato da un massiccio crollo del ghiacciaio. Il conseguente torrente di acqua, fango e detriti ha spazzato interi villaggi, distruggendo ponti, strade e centrali elettriche. Il Nepal è stato colpito più duramente, con almeno 546 morti confermati, mentre cinque sono stati registrati in Cina.

Secondo il portavoce dell'esercito Raja Ram Basnet a Battar Bazar, gli spessi strati di sedimento lasciati dall'alluvione rendono quasi impossibili gli atterraggi e i decolli degli elicotteri. A venerdì, 14 elicotteri di soccorso erano operativi nella regione e oltre 4.400 sopravvissuti erano stati evacuati. Nonostante questi sforzi, la ricerca continua per coloro che sono intrappolati nei tunnel e sepolti sotto le macerie, in particolare nell'area del progetto idroelettrico Upper Trishuli-1, dove fino a 576 persone sono ancora disperse.

Il governo del Nepal ha sottolineato la sua capacità di gestire gli sforzi di recupero locale, affermando che è necessaria un'assistenza internazionale specializzata per compiti specifici come il soccorso di individui intrappolati nei tunnel, il ripristino dei collegamenti di trasporto e l'identificazione e la conservazione dei defunti.

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha espresso profonde condoglianze sia al Nepal che alla Cina, inviando telegrammi ai rispettivi leader. Ha descritto la tragedia come profondamente angosciante e ha augurato un rapido recupero per i feriti e conforto per i familiari. Nel frattempo, le autorità indiane hanno annunciato piani per intensificare il monitoraggio dei ghiacciai nella regione, citando condizioni geografiche condivise e la vicinanza al Nepal. I media statali cinesi hanno riferito che il lago di nuova formazione vicino al valico di confine Gyirong aveva iniziato a scaricarsi naturalmente, riducendo il rischio di ulteriori inondazioni.

Le immagini satellitari rivelano l'entità della distruzione, mostrando interi villaggi sepolti sotto fanghi e detriti. L'alluvione, che ha percorso circa 170 chilometri lungo due fiumi, ha lasciato una scia di devastazione, rovesciando edifici, veicoli e persino interi insediamenti. Gli scienziati hanno attribuito il disastro al crollo di un grande ghiacciaio sul fianco settentrionale del massiccio del Langtang, rilasciando energia sufficiente a generare segnali sismici rilevabili in tutto il mondo.

Il GFZ, il centro di ricerca geoscientifica tedesco, ha osservato che tali eventi non sono rari nell'Himalaya, ma sono sempre più frequenti a causa del cambiamento climatico. Le temperature in aumento hanno accelerato lo scioglimento dei ghiacciai, aumentando la probabilità di frane e altri pericoli geologici. Gli sforzi di aiuto internazionale si sono intensificati, con squadre provenienti da India e Cina che assistono nella ricerca di lavoratori intrappolati nei tunnel nel sito di Upper Trishuli-1.

Oltre 3.253 persone sono state evacuate in elicottero in Nepal, mentre le autorità cinesi hanno riferito il trasferimento sicuro di 499 residenti e 555 turisti. Nonostante questi sforzi, molte famiglie rimangono separate, lottando per riconnettersi dopo aver perso il contatto durante il caos.

Nel Tibet, sono stati confermati cinque morti, con oltre 550 persone ancora disperse. Il presidente cinese Xi Jinping ha convocato una riunione per discutere le misure di soccorso, evidenziando la portata della crisi. Con oltre 90.000 persone colpite e l'aiuto internazionale che continua ad arrivare, la strada per il recupero promette di essere lunga e ardua.

Vai alle fonti primarie (1)

Le fonti ufficiali su cui si basa la copertura. Leggile direttamente per aggirare il framing.

4 servizi

Die Zeit logoDie ZeitIndipendenteCentroFattualità 85Obiettività 854 gg fa
Catastrofe naturale nell'Himalaya: un leggero aumento del numero di vittime in Cina

Nel Nepal sono stati registrati fino a 579 morti, che portano il numero totale di morti su entrambe le parti a 586. In entrambi i paesi sono stati contati stranieri tra i dispersi. Inoltre, esiste un pericolo di un nuovo lago, che è stato creato a seguito della tempesta. Le forze di soccorso cinesi ritengono che questo lago possa essere rotto dal fango e dal fango e potrebbe essere risolto da un'altra alluvione.

Lettura del bias (Centro): L'articolo fa un resoconto neutrale della catastrofe dell'Himalaya, senza pregiudizi politici o pregiudizi di partito.

Perché fattualità (85): The article cites Xinhua for the Chinese death toll (seven) and mentions the decrease in missing persons from 558 to 554. However, it combines data from both Nepal and China, leading to potential confusion in total figures (586 vs. 633). The report also includes details about the destroyed border cr

Perché obiettività (85): The article maintains a relatively neutral tone but includes more descriptive language when discussing the dangers posed by the newly formed lake. It does not explicitly favor any country or narrative, though it focuses more on the technical aspects of the disaster rather than the human impact.

taz – die tageszeitung logotaz – die tageszeitungIndipendenteCentro16 h fa
Inondazione in Nepal: "L'odore di cadaveri in decomposizione è nell'aria"

Il primo ministro Balen Shah ha sottolineato i rischi crescenti del cambiamento climatico e ha menzionato il sostegno internazionale per le iniziative di salvataggio e ripristino. La medica Sareesha Shrestha ha coordinato le misure di aiuto e i mezzi di comunicazione sociale per organizzare il sostegno, dopo essere stata coinvolta in una protesta politica un anno fa.

Lettura del bias (Centro): La relazione si concentra su fatti e opinioni ufficiali, senza chiare influenze politiche o manipolazioni emotive.

Tagesschau (ARD) logoTagesschau (ARD)Statale / pubblicoCentroieri
Inondazione dell'Himalaya: centinaia di lavoratori bloccati in centrali idroelettriche

Un'enorme tempesta di avalanche e uragani nella regione nepalese dell'Himalaya ha portato a una catastrofe, in cui oltre 900 persone sono morte e migliaia di altre sono state distrutte. Le forze di soccorso lavorano intensamente, centinaia di lavoratori nei tunnel delle centrali idriche nei distretti di Rasuwa e Nuwakot per salvarli. Esperti cinesi e indiani supportano le squadre nepalesi.

Lettura del bias (Centro): La relazione resta neutrale e si concentra sui fatti, senza chiare implicazioni politiche o ideologiche, senza un ordine politico della catastrofe, ma solo sugli aspetti tecnici e umanitari delle operazioni di soccorso e sulla cooperazione internazionale.

Deutsche Welle (Deutsch) logoDeutsche Welle (Deutsch)Statale / pubblicoCentro3 gg fa
Numero di morti nell'Himalaya sale a quasi 800

Il numero di morti dopo una catastrofe dell'Himalaya è aumentato a quasi 800. In Nepal sono stati recuperati 781 corpi, con la maggior parte delle vittime trovate nel distretto di Chitwan, lontano dall'area dell'infortunio. Le autorità cinesi hanno riferito di 16 morti in Tibet. Diverse migliaia di persone continuano a essere segnalate come disperse, tra cui 589 stranieri.

Lettura del bias (Centro): In questo contesto, la Commissione ha adottato una serie di misure volte a rafforzare la cooperazione tra le autorità nazionali e quelle degli Stati membri in materia di prevenzione e di lotta contro la criminalità organizzata.

Come l’ha coperta ogni schieramento

Lo stesso evento, raggruppato per l’orientamento politico delle testate che ne parlano.

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