Un drone che trasportava esplosivi è stato scoperto vicino a un aereo cargo ucraino all'aeroporto di Lipsia/Halle la scorsa settimana, secondo nuove prove emerse da riprese video e analisi forensi. L'incidente, che si è verificato vicino a un aereo Antonov An-124 parcheggiato, sembra aver evitato di causare danni catastrofici. Secondo i rapporti, il drone ha colpito una delle ali dell'aereo prima di rimbalzare e cadere a terra. È stato poi trovato quattro ore dopo l'impatto iniziale, con materiale esplosivo scoperto nelle vicinanze piuttosto che direttamente attaccato al drone stesso. m. martedì, come rivelato attraverso registrazioni video analizzate dagli investigatori.
Queste registrazioni mostrano la traiettoria del drone e la sua eventuale collisione con l'ala dell'Antonov. Anche se l'esplosione non si è verificata, l'impatto del drone ha lasciato segni visibili sull'ala dell'aereo. Il dispositivo è stato alla fine scoperto dal personale dell'aeroporto diverse ore dopo, in seguito a un incontro casuale con un autista di un autobus turistico che ha notato l'oggetto e ha allertato il personale di sicurezza.
Questa scoperta aggiunge un altro livello di complessità all'indagine, indicando che gli autori potrebbero aver utilizzato un drone non commerciale altamente specializzato progettato per evitare il rilevamento da parte dei sistemi radar convenzionali. Il drone era equipaggiato con Semtex, una plastica ad alto potenziale esplosivo prodotta nella Repubblica Ceca, nota per il suo uso sia in contesti commerciali che militari.
Gli investigatori ritengono che il drone fosse controllato da remoto tramite reti mobili, probabilmente da una posizione lontana. Una piccola antenna trovata vicino alla scena suggerisce che gli aggressori avevano l'obiettivo di garantire un segnale stabile per il controllo del drone. Il fallimento del drone nel detonare è stato attribuito a un fusibile difettoso, impedendo un potenziale disastro. La carica esplosiva, immagazzinata separatamente dal drone, è stata trovata a diversi metri di distanza. La presenza di più campioni di DNA sul sito indica che gli autori potrebbero aver lasciato prove fisiche che potrebbero aiutare a identificarli.
Nel frattempo, in Bulgaria, si è verificato un incidente simile con un drone vicino al confine con la Romania, vicino all'oleodotto Transbalcanico. Il primo ministro bulgaro Rumen Radew ha dichiarato che il drone è esploso a circa 1.000 metri dalla stazione di compressione dell'oleodotto. Il drone, descritto come più grande di un tipico drone da hobby, trasportava una notevole quantità di materiale esplosivo.
L'incidente evidenzia le crescenti preoccupazioni per le minacce legate ai droni nell'Europa orientale, in particolare per quanto riguarda gli Stati membri della NATO che sostengono l'Ucraina contro la Russia. Negli ultimi mesi si sono verificati ripetuti attacchi con droni nella regione, provocando una maggiore vigilanza e misure difensive tra i paesi colpiti. La Bulgaria ha annunciato piani per migliorare la sorveglianza lungo i suoi confini e dispiegare truppe aggiuntive per contrastare potenziali minacce da droni. Mentre le indagini continuano su entrambi gli incidenti, le autorità rimangono concentrate sull'identificazione delle parti responsabili e sulla prevenzione di futuri attacchi.
La sofisticazione tecnica dei droni utilizzati in questi casi sottolinea la natura in evoluzione delle minacce moderne, che richiedono un costante adattamento delle strategie di sicurezza e la cooperazione internazionale per affrontare i rischi posti da tali tecnologie avanzate.
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