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Fuochi e fumo vicino all'aeroporto di Riyadh; Houthi rivendicano attacchi alla capitale saudita
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Fuochi e fumo vicino all'aeroporto di Riyadh; Houthi rivendicano attacchi alla capitale saudita

I ribelli Houthi dello Yemen hanno rivendicato la responsabilità di aver attaccato obiettivi "sensibili" a Riyadh, in Arabia Saudita, tra cui un importante aeroporto e un impianto Aramco a Yanbu, un importante centro di esportazione di petrolio. Le riprese video hanno mostrato una grande colonna di fumo nero che si alzava vicino all'aeroporto, con fiamme visibili vicino ai serbatoi di carburante. La coalizione militare guidata dall'Arabia Saudita ha dichiarato di aver intercettato un missile diretto a Riyadh e di aver sventato numerosi attacchi in diverse città, anche se non sono stati segnalati danni confermati. Le autorità della difesa civile hanno emesso avvertimenti ai residenti di Riyadh e nelle aree vicine, che in seguito sono stati revocati. Gli attacchi degli Houthi seguono la dichiarazione di un blocco navale contro l'Arabia Saudita a luglio, aumentando le tensioni nella regione. Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha suggerito che l'Arabia Saudita potrebbe aver bisogno di assistenza militare a causa del conflitto in corso, facendo riferimento a un patto di difesa trilaterale che coinvolge Turchia, Pakistan e Arabia Saudita.

Riyadh: gli Houthi yemeniti hanno rivendicato la responsabilità dell'attacco a siti "sensibili" nella capitale saudita Riyadh con missili e droni, ore dopo che sono state osservate fiamme e un grande pennacchio di fumo vicino all'aeroporto principale della città. Gli attacchi si sono verificati sabato, secondo diversi rapporti, con le autorità saudite che hanno emesso avvertimenti durante la notte sui potenziali pericoli intorno alla capitale.

I Houthi non hanno specificato quali località all'interno di Riyadh erano state prese di mira, ma hanno dichiarato di aver anche colpito un impianto Aramco nella città di Yanbu, sul Mar Rosso, un centro critico per le esportazioni petrolifere saudite.

I funzionari della difesa civile saudita hanno inviato allarmi per telefono durante la notte, avvertendo di possibili minacce aeree a Riyadh e nella vicina città di Al-Kharj, situata a est della capitale. Questi allarmi sono stati seguiti da un messaggio di chiarezza rilasciato sabato mattina. Un giornalista della Reuters di stanza nel distretto di Olaya di Riyadh ha riferito di aver sentito esplosioni prima dell'annuncio dell'all-clear.

Gli Houthi, che controllano le regioni più popolate dello Yemen e gran parte della parte settentrionale del paese, hanno condotto attacchi contro l'Arabia Saudita da quando hanno stabilito un blocco navale contro Riyadh a luglio. I loro attacchi si sono concentrati sulle città saudite, sulle infrastrutture energetiche e sulle navi marittime nel Mar Rosso, sollevando preoccupazioni per le interruzioni delle forniture globali di petrolio e minacciando la principale rotta di navigazione alternativa attraverso il Mar Rosso, mentre lo Stretto di Hormuz rimane bloccato.

Il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha osservato che l'Arabia Saudita potrebbe affrontare sfide militari a causa degli attacchi Houthi in corso ed ha espresso la disponibilità ad assistere nell'ambito di un patto di difesa trilaterale che coinvolge il Pakistan. L'accordo, firmato di recente, afferma che un attacco armato contro una qualsiasi delle tre nazioni sarebbe considerato un attacco contro tutti. Venerdì, un portavoce militare Houthi, Yahya Saree, ha affermato che il gruppo aveva impedito "tentativi criminali" non specificati a Sanaa, attribuendo le azioni all'Arabia Saudita e promettendo una risposta. Gli Houthi, sostenuti dall'Iran, hanno recentemente preso il controllo dell'intera costa del Mar Rosso dello Yemen in una rapida campagna militare.

Nel frattempo, Mohsen Rezaei, un alto funzionario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, ha dichiarato ad Al Jazeera che Teheran cerca di porre fine alla guerra con gli Houthi e ritiene che molti yemeniti desiderino anche una risoluzione con l'Arabia Saudita.

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Fuochi e fumo vicino all'aeroporto di Riyadh; Houthi rivendicano attacchi alla capitale saudita

I ribelli Houthi dello Yemen hanno rivendicato la responsabilità di aver attaccato obiettivi "sensibili" a Riyadh, in Arabia Saudita, tra cui un importante aeroporto e un impianto Aramco a Yanbu, un importante centro di esportazione di petrolio. Le riprese video hanno mostrato una grande colonna di fumo nero che si alzava vicino all'aeroporto, con fiamme visibili vicino ai serbatoi di carburante. La coalizione militare guidata dall'Arabia Saudita ha dichiarato di aver intercettato un missile diretto a Riyadh e di aver sventato numerosi attacchi in diverse città, anche se non sono stati segnalati danni confermati. Le autorità della difesa civile hanno emesso avvertimenti ai residenti di Riyadh e nelle aree vicine, che in seguito sono stati revocati. Gli attacchi degli Houthi seguono la dichiarazione di un blocco navale contro l'Arabia Saudita a luglio, aumentando le tensioni nella regione. Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha suggerito che l'Arabia Saudita potrebbe aver bisogno di assistenza militare a causa del conflitto in corso, facendo riferimento a un patto di difesa trilaterale che coinvolge Turchia, Pakistan e Arabia Saudita.

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Fuochi e fumo vicino all'aeroporto di Riyadh; Houthi rivendicano attacchi alla capitale saudita

Il 20 settembre 2026, gli Houthi dello Yemen hanno rivendicato la responsabilità di aver attaccato siti "sensibili" nella capitale dell'Arabia Saudita, Riyadh, usando missili e droni. Testimoni hanno riferito di fiamme e fumo denso vicino all'aeroporto internazionale King Khalid di Riyadh, spingendo le autorità saudite a emettere avvisi di emergenza. I Houthi hanno collegato le loro azioni a un attacco precedente nella capitale dello Yemen, Sanaa. In risposta, la coalizione militare a guida saudita ha intercettato un missile Houthi diretto a Riyadh e ha sventato ulteriori attacchi in diverse città saudite. Gli attacchi hanno intensificato le tensioni tra l'Arabia Saudita e gli Houthi, che hanno preso di mira le infrastrutture e le navi saudite da luglio. Nel frattempo, il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha indicato la disponibilità ad assistere l'Arabia Saudita nell'ambito di un patto di difesa trilaterale che coinvolge Turchia, Pakistan e Arabia Saudita.

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