Il Leopold Museum di Vienna ha aperto una mostra intitolata Herbert Boeckl, Hans Josephsohn. Archetipi figurativi, che presenta un dialogo tra le opere di due importanti figure del modernismo. La mostra, inaugurata il 24 luglio, rimarrà aperta fino al 10 gennaio 2027.
La mostra esplora come entrambi gli artisti si sono avvicinati alla forma umana come un vaso per l'espressione artistica. Entrambi si sono basati pesantemente su ambienti personali e modelli specifici durante i loro processi creativi. Per Boeckl, sua moglie Maria era una musa centrale, che spesso pose per lui. Josephsohn ha ugualmente preferito usare individui del suo ambiente immediato, tra cui la sua prima moglie Mirjam Abeles, la partner Ruth Jacob, la seconda moglie Verena Wunderlin e persino conoscenti occasionali come il dipendente Ernst Baumann. La loro scelta di soggetti riflette un profondo impegno con il tangibile e il familiare. Entrambi gli artisti hanno lasciato tracce visibili del loro processo creativo nel loro lavoro.
Nei dipinti di Boeckl, questo si manifesta attraverso pennellate espressive e applicazioni stratificate di colore. Le sculture di Josephsohn rivelano l'atto fisico della modellazione, il suo uso di argilla, che avrebbe applicato e rimosso manualmente, lasciando dietro di sé texture distinte che sono state trasferite nelle getti finali. Questi processi visibili sottolineano il loro impegno a rendere l'atto della creazione stessa una parte dell'opera d'arte. Nonostante fosse attivo durante un periodo in cui l'arte astratta ha guadagnato importanza, nessuno degli artisti ha seguito le tendenze prevalenti.
Oggi Josephsohn è considerato uno degli scultori svizzeri più significativi dopo Albert Giacometti. Entrambi gli artisti sono rimasti fermi nella loro dedizione all'arte figurativa, concentrandosi in particolare sulla figura umana come portatore di significato artistico. Le loro raffigurazioni del corpo umano spesso evitavano i dettagli anatomici, cercando invece di distillare l'essenza attraverso una radicale semplificazione e condensazione. Di conseguenza, le loro figure appaiono stilizzate ma universalmente riconoscibili. Nonostante, o forse a causa della riduzione, possiedono un notevole potere espressivo. Questo approccio ha permesso loro di trascendere la rappresentazione letterale, offrendo agli spettatori una risonanza emotiva più profonda.
L'interesse condiviso per la materialità collega ulteriormente i due artisti. Boeckl ha applicato la pittura in strati spessi, quasi scultorei, creando una superficie texturata. Josephsohn, d'altra parte, ha usato l'argilla per aggiungere profondità materiale alle sue forme. Questa attenzione alle proprietà fisiche dei loro mezzi ha rafforzato gli aspetti tattili e sensoriali del loro lavoro. La mostra mira a illuminare questi paralleli e contrasti, fornendo ai visitatori nuove prospettive sui contributi di entrambi gli artisti all'arte figurativa modernista.
La mostra continua fino all'inizio del 2027, invitando a una riflessione continua sull'eredità di Boeckl e Josephsohn.
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