Secondo una recente ricerca, l'intelligenza artificiale sta rimodellando il panorama educativo, in particolare tra gli studenti che utilizzano strumenti di intelligenza artificiale per completare i compiti più rapidamente, ma a costo di un apprendimento più profondo. Uno studio condotto da ricercatori dell'Università di Stoccolma e dell'Università di Hong Kong ha monitorato quasi 27.000 studenti di età compresa tra 12 e 18 anni in Cina per oltre 30 mesi. I loro risultati suggeriscono che mentre i compiti a casa assistiti dall'intelligenza artificiale portano a voti più alti e a una riduzione del tempo dedicato ai compiti, non si traduce in prestazioni più forti durante gli esami effettuati senza tale assistenza.
Lo studio ha analizzato i dati relativi al completamento dei compiti, agli esami mensili a libro chiuso e agli esami di ammissione ad alto rischio in nove materie. Dopo l'introduzione dell'IA generativa, i punteggi dei compiti degli studenti sono aumentati del 18% e il tempo speso per l'assegnazione è diminuito di circa il 30%, da una media di 64 minuti a 45 minuti. Tuttavia, quando questi stessi studenti hanno fatto esami mensili senza accesso all'IA, i loro punteggi sono diminuiti del 20% entro sei mesi. Anche le prestazioni negli esami di ammissione principali hanno mostrato un calo, anche se il pieno impatto è diventato evidente in un arco di tempo più lungo.
Questo modello si allinea con le conclusioni tratte dall'Organizzazione per la cooperazione economica e lo sviluppo (OCSE) nel suo Digital Education Outlook 2026, che ha sintetizzato la ricerca emergente sul ruolo dell'IA nell'istruzione. L'OCSE ha osservato che quando l'IA generativa non è progettata per scopi didattici o utilizzata in ambienti strutturati, fare affidamento su di essa per completare i compiti può migliorare le prestazioni immediate senza promuovere un apprendimento genuino.
I modelli di utilizzo degli studenti evidenziano ulteriormente la complessità dell'influenza dell'IA. Un sondaggio condotto da Ipsos per la Fondazione Vodafone ha intervistato 7.000 studenti di età compresa tra 12 e 17 anni in sette paesi europei su come utilizzano l'IA per studiare al di fuori della scuola e senza la guida diretta degli insegnanti. L'uso più frequente era la ricerca di informazioni, citato dal 56% degli intervistati. Un ulteriore 45% ha utilizzato l'IA per spiegare termini e concetti, mentre il 31% si è affidato ad essa per generare soluzioni complete ai compiti.
Meno studenti si sono impegnati con l'IA in modi che supportavano l'apprendimento autodiretto, solo il 29% ha utilizzato contenuti interattivi o adattivi per guidare i propri studi e solo il 20% ha utilizzato l'IA per sviluppare piani di apprendimento personalizzati e monitorare i propri progressi. Al di là del lavoro accademico, l'IA sta iniziando a modellare aspetti più ampi della vita studentesca. Secondo l'indagine HEPI/Kortext Student Generative AI Survey 2026, che ha intervistato 1.054 studenti universitari a tempo pieno nel Regno Unito, quasi la metà (49%) credeva che l'IA avesse migliorato la loro esperienza studentesca complessiva. I vantaggi citati includevano risparmi di tempo, migliore comprensione e accesso a supporto istantaneo e su misura.
L'indagine ha anche esplorato l'impatto dell'IA sui sentimenti di solitudine. Mentre il 59% degli studenti ha riferito di non aver cambiato il loro senso di isolamento, il restante 41% era equamente diviso: il 21% si sentiva meno solo e il 20% si sentiva più. In diverse regioni, l'integrazione dell'IA nei sistemi educativi sta accelerando. In Cina, gli studenti devono ricevere almeno otto ore di istruzione correlata all'IA all'anno. Nel frattempo, gli Emirati Arabi Uniti, l'Arabia Saudita e il Qatar hanno avviato sforzi per incorporare l'IA nei loro curricula.
Questi sviluppi riflettono un cambiamento globale verso l'utilizzo dell'intelligenza artificiale per migliorare i risultati educativi, anche se le conseguenze a lungo termine rimangono incerte. Mentre l'intelligenza artificiale continua a permeare le aule di classe in tutto il mondo, gli educatori e i responsabili politici affrontano la sfida di garantire che gli studenti beneficiino della tecnologia senza compromettere i processi di apprendimento essenziali.
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