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Il calo dell'immigrazione è una vittoria politica ma danneggia le economie
India🏛️ PoliticaCentro17 h fa

Il calo dell'immigrazione è una vittoria politica ma danneggia le economie

Il Regno Unito ha visto un calo della migrazione netta, raggiungendo 171.000 nel 2025, il livello più basso dal 2012. Mentre questa riduzione è politicamente vantaggiosa sia per i leader conservatori che per quelli progressisti, pone sfide economiche, tra cui il peggioramento della carenza di manodopera e il potenziale calo del PIL. La ricerca dell'Ufficio per la responsabilità di bilancio collega la bassa migrazione netta alla riduzione della crescita economica, poiché i migranti contribuiscono spesso alla produttività e alla tassazione. In tutta Europa, incluso il Regno Unito, vi sono gravi carenze di manodopera e competenze causate dall'invecchiamento della popolazione, dall'inadeguatezza delle competenze e dalle cattive condizioni di lavoro.

La riduzione della migrazione è una vittoria politica ma danneggia le economie La migrazione netta nel Regno Unito ha raggiunto i 171.000 nel 2025, segnando il livello più basso dal 2012. Questo calo segue le promesse coerenti dei precedenti sei primi ministri del paese di frenare l'immigrazione. Mentre la riduzione della migrazione si allinea con le priorità sia delle fazioni politiche conservatrici che progressiste, comporta rischi economici, tra cui il peggioramento della carenza di manodopera e la limitazione della crescita a lungo termine. L'Office for Budget Responsibility ha previsto che una minore migrazione netta sia correlata a una crescita più lenta del PIL. I migranti, in genere in età lavorativa, contribuiscono in modo significativo alla produttività e alle entrate fiscali.

In tutta Europa, incluso il Regno Unito, persistono lacune di manodopera e competenze, guidate dall'invecchiamento demografico, dalle richieste di forza lavoro disallineate e dalle condizioni di lavoro sfavorevoli. La Brexit ha ulteriormente complicato le cose riducendo l'accesso al lavoro dell'UE, esacerbando queste carenze. I settori chiave come l'assistenza sanitaria, l'assistenza a lungo termine, l'ospitalità e i mestieri qualificati, molti dei quali dipendono fortemente dai lavoratori migranti, si trovano ad affrontare gravi problemi di personale. Il settore sanitario e dell'assistenza sociale del Regno Unito esemplifica questa sfida. Durante la pandemia, le crisi di personale si sono intensificate a causa di ambienti di lavoro non sicuri e regole restrittive di assunzione post-Brexit.

Per far fronte a questo, il Regno Unito ha introdotto un programma di visti specializzato, offrendo requisiti salariali più bassi e costi di visto ridotti per attirare lavoratori stranieri. Questa iniziativa ha portato a uno sfruttamento diffuso dei lavoratori, poiché molti migranti erano limitati a lavori e sponsor specifici. Diverse agenzie di assunzione hanno affrontato un controllo legale per aver violato le normative. Il sentimento pubblico contro l'immigrazione è cresciuto in mezzo a messaggi politici che hanno inquadrato l'immigrazione come una minaccia. Di conseguenza, il programma di visti per lavoratori sanitari e assistenziali è stato sospeso. Nonostante questo, il settore continua a lottare con posizioni vacanti, aggravate da un invecchiamento della popolazione e da una crescente domanda di servizi.

Le nazioni europee, tra cui il Regno Unito, stanno esplorando strategie alternative per gestire la carenza di manodopera. Alcuni governi riconoscono la necessità del lavoro migrante per sostenere la stabilità economica. Per esempio, l'Italia ha stabilito partnership di talenti con Egitto, Tunisia e Marocco, con l'obiettivo di sviluppare una forza lavoro addestrata su misura per il suo mercato. Nel 2023, l'Italia ha anche stipulato un accordo internazionale con l'India e ha annunciato un memorandum d'intesa con il Pakistan nel maggio 2025, segnalando una potenziale collaborazione. L'Ungheria, nonostante le sue politiche di immigrazione storicamente rigorose sotto il primo ministro Viktor Orban, è diventata un importante emittente di permessi di lavoro all'interno dell'UE.

Nel 2023, il Regno Unito si è classificato settimo tra i 27 paesi dell'UE in termini di rilascio di visti di lavoro. Questi sviluppi suggeriscono una crescente volontà di alcuni governi europei di bilanciare la retorica politica con le esigenze economiche pratiche. I leader politici spesso evitano di discutere le conseguenze economiche dei bassi tassi di migrazione, anche se tali risultati possono portare a recessioni. Quando i leader anti-immigrazione ottengono il potere, devono riconciliare le loro promesse di campagna con la realtà delle pressioni economiche.

Un recente progetto di ricerca ha esaminato la fattibilità di un partenariato di talenti tra il Pakistan e cinque paesi dell'UE. I risultati preliminari indicano che sia gli enti governativi che gli enti del settore privato condividono interessi in tali collaborazioni. Tuttavia, il successo dipende dall'impegno politico sostenuto e dal superamento degli ostacoli logistici. Lo studio, pronto per la pubblicazione, evidenzia le complessità dell'attuazione di politiche di immigrazione efficaci che soddisfino le richieste economiche senza compromettere gli obiettivi politici.

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Scroll.in logoScroll.inIndipendenteCentroFattualità 85Obiettività 6517 h fa
Il calo dell'immigrazione è una vittoria politica ma danneggia le economie

Il Regno Unito ha visto un calo della migrazione netta, raggiungendo 171.000 nel 2025, il livello più basso dal 2012. Mentre questa riduzione è politicamente vantaggiosa sia per i leader conservatori che per quelli progressisti, pone sfide economiche, tra cui il peggioramento della carenza di manodopera e il potenziale calo del PIL. La ricerca dell'Ufficio per la responsabilità di bilancio collega la bassa migrazione netta alla riduzione della crescita economica, poiché i migranti contribuiscono spesso alla produttività e alla tassazione. In tutta Europa, incluso il Regno Unito, vi sono gravi carenze di manodopera e competenze causate dall'invecchiamento della popolazione, dall'inadeguatezza delle competenze e dalle cattive condizioni di lavoro.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta una visione equilibrata della questione, discutendo sia i vantaggi politici della riduzione delle migrazioni sia i suoi svantaggi economici.

Perché fattualità (85): The article accurately reports the net migration figure of 171,000 in 2025, aligning with the primary source document. It mentions the decline from 2024 and the historical context of the 2023 peak. However, it does not mention the specific breakdown of migration types (e.g., worker vs. asylum) or th

Perché obiettività (65): The article presents falling migration as a 'political win' and discusses potential negative economic impacts, which introduces a somewhat biased framing. While it acknowledges challenges, it leans toward highlighting the political benefits over the complexities of the situation.

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