L'esperto di diritto europeo Franz Leidenmuhler sostiene che il sistema di quote previsto dall'Austria per la riunificazione familiare dei rifugiati riconosciuti viola il diritto dell'Unione Europea. Nella sua analisi della nuova normativa, afferma che la semplice esistenza di una quota, indipendentemente dalle sue dimensioni specifiche, rende la misura incompatibile con le normative europee. Il Ministero dell'Interno austriaco prevede di limitare il numero di posti disponibili per la riunificazione familiare a 314 all'anno, sia per l'anno in corso che per quelli successivi, adducendo come giustificazione il carico eccessivo sui sistemi sociali e scolastici. Leidenmuhler sostiene che il ricorso del governo a eccezioni in materia di ordine pubblico non è valido alla luce della giurisprudenza consolidata della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, che limita tali clausole a circostanze specifiche. Prevede che i tribunali nazionali potrebbero, alla fine, applicare direttamente le direttive dell'UE, consentendo la riunificazione familiare sulla base dei diritti individuali, nonostante le restrizioni nazionali.
Lettura del bias (Progressista): L'articolo cita esclusivamente un giurista che critica la politica del governo, definendola illegale, omettendo qualsiasi controargomentazione o difesa del sistema di quote da parte delle autorità.




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