L'Unione europea della radiodiffusione (EBU) ha annunciato nuove regole che vietano ai paesi coinvolti in conflitti armati di ospitare l'Eurovision Song Contest. La decisione arriva dopo anni di dibattito sul ruolo del concorso in contesti politicamente sensibili. Secondo l'EBU, la regola si applica a tutti gli stati impegnati in una guerra attiva, siano essi aggressori o vittime, e entrerà in vigore a partire dall'evento di quest'anno. Questo segna un cambiamento significativo rispetto alle precedenti politiche, che hanno permesso alle nazioni ospitanti di partecipare anche durante i conflitti interni, come la partecipazione dell'Ucraina nel 2017 nonostante la guerra in corso nelle regioni orientali.
Secondo le linee guida aggiornate, il paese vincitore non ospiterà più automaticamente il concorso dell'anno successivo. Invece, l'EBU valuterà la sicurezza e la stabilità del potenziale paese ospitante prima di prendere una decisione finale. Se ritenuto inadatto, l'organizzazione selezionerà un paese ospitante alternativo. La politica è stata introdotta in risposta alle preoccupazioni sollevate dagli Stati membri sui rischi associati alla tenuta dell'evento in ambienti instabili. Un cambiamento separato aumenta l'età minima per i concorrenti da 16 a 18 anni, con l'obiettivo di proteggere gli artisti più giovani dalle pressioni legate alla concorrenza internazionale.
Israele, che ha condotto operazioni militari nella Striscia di Gaza dal 2023, è un esempio notevole in base a queste nuove regole. Nonostante sia arrivato secondo sia nel 2024 che nel 2025, il coinvolgimento continuato del paese ha portato a proteste. Cinque nazioni, Spagna, Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia e Islanda, hanno boicottato il concorso 2025 a Budapest a causa della sua collaborazione con Israele. Il direttore Martin Green ha spiegato che i cambiamenti sono stati apportati in base al feedback degli Stati membri, sottolineando la chiarezza, la protezione dei partecipanti e il mantenimento dell'integrità dell'evento, garantendo al contempo un ambiente sicuro e accogliente.
L'EBU ha anche chiarito che i paesi coinvolti in guerre possono ancora partecipare ad altri aspetti del concorso, tra cui eseguire canzoni, votare e impegnarsi in scambi culturali. Tuttavia, non saranno idonei a servire come ospiti. Questa distinzione è cruciale, in quanto consente un certo livello di coinvolgimento evitando l'associazione diretta con le responsabilità di ospitazione. La politica non si rivolge esplicitamente ai membri della NATO, lasciando incertezza su come tali alleanze potrebbero influenzare le decisioni future.
Storicamente, l'Eurovision Song Contest ha occasionalmente affrontato sfide legate a questioni geopolitiche. Nel 2017, l'Ucraina ha ospitato l'evento nonostante il conflitto in corso con i separatisti filo-russi nell'est. A seguito dell'invasione russa dell'Ucraina nel 2022, il paese non è stato in grado di ospitare il successivo concorso e l'evento si è invece svolto a Liverpool, nel Regno Unito, in rappresentanza dell'Ucraina.
L'EBU ha dichiarato che questa misura mira a ridurre le pressioni esterne sugli artisti e a garantire il loro benessere durante il concorso. Sandra Kim, la più giovane vincitrice dell'Eurovision a 13 anni dal Belgio nel 1986, rimane un'eccezione storica a questa regola. Il cambiamento sottolinea una crescente enfasi sulla protezione del benessere dei partecipanti, in particolare in contesti internazionali di alto profilo.
L'EBU ha sottolineato che l'obiettivo è mantenere lo spirito e l'integrità del concorso, adattandosi al contempo alle attuali realtà globali.L'esito di questa politica probabilmente determinerà la direzione futura di uno degli eventi europei più antichi e culturalmente significativi.
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