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Il Parlamento europeo condanna i crimini comunisti in Slovenia
Slovenia🏛️ PoliticaConservatore5 gg fa

Il Parlamento europeo condanna i crimini comunisti in Slovenia

L'8 luglio 2025, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che condanna i crimini dell'era comunista in Slovenia, in particolare la persecuzione e la morte di civili e prigionieri militari durante il regime comunista jugoslavo. La risoluzione si basava su una petizione dei cittadini avviata da Romana Tomc, eurodeputata del gruppo PPE / SDS. Sottolinea la sistematica occultamento delle fosse comuni, la mancanza di una degna sepoltura per le vittime e l'abolizione della Giornata della memoria delle vittime della violenza comunista sotto il governo del primo ministro Robert Golob. La risoluzione è stata criticata da alcuni gruppi di sinistra nazionali come revisionismo storico, mentre i sostenitori la considerano un riconoscimento della verità e della giustizia.

L'8 luglio 2025, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che condanna i crimini dell'era comunista in Slovenia, segnando un momento significativo nel conto storico del paese con il suo passato. La risoluzione è stata adottata con 357 voti a favore, 266 contro e 16 astensioni. È venuto in risposta a una petizione dei cittadini ed è stato avviato da Romana Tomc, membro del Parlamento europeo. Questo documento rappresenta un rimprovero diretto dall'Europa alla leadership politica della Slovenia per quanto riguarda il modo in cui la nazione ha gestito il suo periodo comunista di guerra.

La risoluzione condanna esplicitamente le uccisioni di massa di decine di migliaia di civili e prigionieri militari da parte del regime comunista jugoslavo durante la guerra. Sottolinea il sistematico nascondimento di fosse comuni e il divieto di discussione pubblica su queste atrocità. Inoltre, critica la rimozione della Giornata della memoria per le vittime della violenza comunista nel 2023 sotto il governo guidato dal primo ministro Robert Golob. La risoluzione sottolinea anche i doppi standard presenti nella legislazione slovena riguardanti i simboli dei regimi totalitari.

Secondo la Commissione per le tombe nascoste, sono state identificate più di 750 località dove sono nascoste fosse comuni contenenti i resti di oltre 100.000 vittime. Questi siti rimangono in gran parte non riconosciuti e non contrassegnati, nonostante gli sforzi di attivisti e storici per attirare l'attenzione su di loro. La risoluzione chiede la corretta sepoltura delle vittime e il riconoscimento della loro sofferenza, sottolineando la necessità di verità e giustizia. Tra i membri sloveni del Parlamento europeo, cinque hanno votato a favore della risoluzione.

D'altra parte, quattro membri hanno votato contro la risoluzione: Irena Joveva e Marjan Šarec di Renew/Svoboda, Matjaž Nemec di S&D/SD e Vladimir Prebilič di Verdi/EFA/Vesna. I politici di sinistra si sono fortemente opposti alla risoluzione, definendola un esempio di revisionismo e teatro politico. Matjaž Nemec ha accusato il PPE di aver condotto il Parlamento europeo in un'era più oscura attraverso la collaborazione con forze di estrema destra.

Vladimir Prebilič ha aggiunto che la risoluzione è stata guidata da calcoli politici interni che danneggiano la reputazione della Slovenia. In una dichiarazione congiunta prima del voto, i parlamentari di sinistra hanno caratterizzato la risoluzione come un testo revisionista inaccettabile che ignora deliberatamente il contesto cruciale della seconda guerra mondiale. Hanno sostenuto che la risoluzione non considera il quadro storico più ampio e rischia di minare la memoria collettiva del conflitto.

Romana Tomc, la principale istigatrice della risoluzione, ha celebrato il suo passaggio come una vittoria per la verità. Ha sottolineato il significato storico del documento, affermando che farà sempre parte della storia europea. Ha espresso la speranza che alla fine anche la sinistra in Slovenia accetterà questa realtà. Zala Tomašič ha fatto eco a questo sentimento, descrivendo la risoluzione come una chiara condanna del governo guidato da Robert Golob e sottolineando l'importanza di seppellire correttamente le vittime del comunismo e riconoscere la verità per la guarigione della nazione. La risoluzione segna un passo fondamentale nella lotta in corso della Slovenia per affrontare il suo passato.

Mentre alcuni la vedono come un necessario riconoscimento delle ingiustizie storiche, altri la considerano politicamente motivata. Mentre i dibattiti continuano, la risoluzione è una testimonianza del complesso e spesso controverso processo di riconciliazione con la storia.

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Domovina logoDomovinaIndipendenteConservatoreFattualità 75Obiettività 455 gg fa
Il Parlamento europeo condanna i crimini comunisti in Slovenia

L'8 luglio 2025, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che condanna i crimini dell'era comunista in Slovenia, in particolare la persecuzione e la morte di civili e prigionieri militari durante il regime comunista jugoslavo. La risoluzione si basava su una petizione dei cittadini avviata da Romana Tomc, eurodeputata del gruppo PPE / SDS. Sottolinea la sistematica occultamento delle fosse comuni, la mancanza di una degna sepoltura per le vittime e l'abolizione della Giornata della memoria delle vittime della violenza comunista sotto il governo del primo ministro Robert Golob. La risoluzione è stata criticata da alcuni gruppi di sinistra nazionali come revisionismo storico, mentre i sostenitori la considerano un riconoscimento della verità e della giustizia.

Lettura del bias (Conservatore): L'articolo descrive la risoluzione del Parlamento europeo come una condanna dei crimini dell'era comunista, sottolineando la necessità di ricordare e di far giustizia alle vittime, presenta la risoluzione come una vittoria per la verità e critica i gruppi di sinistra nazionali per l'opposizione, suggerendo una posizione di destra.

Perché questi punteggi (Fattualità 75 · Obiettività 45): The article presents facts about the European Parliament passing a resolution on communist crimes in Slovenia, citing specific vote counts and mentioning Romana Tomc as the main instigator. However, it includes subjective statements like 'resnica je zmagala' ('truth has won') and frames the oppositi

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