Una nuova lettura musicale di La Reina Roja ha debuttato durante la quinta edizione del PAAX GNP Festival a Playa del Carmen. L'esibizione, che segna il debutto mondiale dell'opera, faceva parte di un'iniziativa artistica più ampia guidata dal direttore artistico del festival, Alondra de la Parra, che ha commissionato il pezzo alla compositrice Gabriela Ortiz. L'evento si è svolto nell'ambito di una sessione di dialogo moderata dai critici musicali Gerardo Kleinburg e Lázaro Azar, con la partecipazione della giornalista Adriana Malvido.
La composizione si basa direttamente su La Reina Roja, un libro scritto da Adriana Malvido basato sulla sua copertura giornalistica della scoperta fatta dall'archeologa Fanny López Jiménez del sarcofago della Regina Rossa di Palenque, moglie di Pakal El Grande, 32 oltre 32 anni fa. L'opera esplora temi legati a questo ritrovamento storico, fondendo la narrazione con il suono in un tentativo unico di tradurre l'esperienza sensoriale del sito in forma musicale. La prima è stata accolta da risposte contrastanti, riflettendo i dibattiti in corso all'interno della comunità artistica sull'equilibrio tra innovazione e risonanza emotiva nelle composizioni contemporanee.
Gabriela Ortiz, durante la discussione, ha riconosciuto le sfide di creare opere originali attingendo alle influenze consolidate. Ha sottolineato che tutti i compositori hanno le loro radici e che queste connessioni sono essenziali per il processo creativo. Ortiz ha elencato diverse figure chiave che l'hanno influenzata, tra cui Igor Stravinsky, Silvestre Revueltas, Béla Bartók, Maurice Ravel e il testo stesso, che ha descritto come un elemento vitale del suo lavoro. Ha espresso ammirazione per la capacità del pubblico di impegnarsi profondamente con il materiale, in particolare attraverso la sua connessione con l'ambiente naturale di Palenque.
Adriana Malvido, il cui libro ha ispirato il lavoro, ha condiviso la sua prospettiva su come Ortiz ha catturato l'essenza della storia della Regina Rossa. Ha notato che i suoni di Palenque, come il bagliore delle lucciole, la pioggia e le chiamate delle scimmie, sono parte integrante dell'atmosfera della regione. Malvido ha paragonato l'approccio di Ortiz alla filosofia del giornalista polacco Ryszard Kapuścinski, che ha sostenuto un giornalismo che coinvolge tutti e cinque i sensi.
Lázaro Azar, uno dei moderatori, ha sottolineato le somiglianze tra La Reina Roja e le opere di Heitor Villa-Lobos e A Floresta do Amazona. Ha evidenziato come Ortiz sia riuscito a creare un'immagine sonora che rispecchia l'immaginario visivo dell'alba, catturando la qualità eterea del momento. Questa interpretazione ha scatenato ulteriori discussioni tra i partecipanti, che hanno discusso la difficoltà di definire l'identità nazionale attraverso l'espressione artistica, specialmente in un paese così vario e complesso come il Messico. Kleinburg ha sollevato domande su ciò che potrebbe mancare al pezzo, spingendo ad una più profonda esplorazione delle sfide nel definire l'identità di una nazione attraverso l'arte.
Ortiz ha risposto sottolineando l'importanza del lignaggio personale e culturale nella composizione, affermando che ogni artista proviene da una ricca tradizione. Ha sottolineato che mentre l'innovazione è preziosa, non dovrebbe venire a spese della profondità emotiva e del potere espressivo. Dopo la sua prima mondiale, La Reina Roja intraprenderà un tour, esibendosi in diverse località per raggiungere un pubblico più ampio. L'opera continua a innescare conversazioni sul ruolo della musica nell'interpretazione della storia e della natura e su come gli artisti possono colmare il divario tra passato e presente attraverso il suono.
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