Due lavoratori sono morti dopo essere stati esposti a fumi tossici emessi da un impianto di trattamento delle acque reflue a San Vito Lo Capo, una città della provincia di Trapani, in Sicilia. Le vittime sono Davide Anselmo, un lavoratore di 45 anni impiegato da una società campana contrattuata dall'amministrazione municipale, e Francesco Bulgarella, un tecnico medico di emergenza di 64 anni con il servizio di ambulanza regionale, noto come 118.
Secondo i rapporti preliminari, Anselmo era entrato nel serbatoio per sostituire una pompa difettosa, nonostante la struttura non dovesse contenere alcuna fogna in quel momento. L'esatta natura dei fumi e se avessero direttamente causato la morte di entrambi gli uomini saranno determinati attraverso le autopsie condotte dall'ufficio del procuratore di Trapani.
L'inchiesta è stata avviata con l'accusa di omicidio per negligenza, con le autorità che già interrogano i testimoni e esaminano le circostanze che hanno circondato la tragedia. L'impianto di trattamento delle acque reflue, situato vicino alla zona di Tonnara del Secco, è sotto esame da giugno 2016, quando il procuratore di Trapani ha ordinato il suo sequestro preventivo. Questa azione è seguita a un'inchiesta sulla presunta contaminazione delle acque marine legata all'impianto. Installato nel 2010, l'impianto non era mai stato sottoposto a test o certificazioni ufficiali. Nonostante questo, il comune di San Vito Lo Capo aveva firmato un contratto con una società privata per mantenere il sistema.
L'agenzia di monitoraggio ambientale Arpa aveva precedentemente documentato molteplici anomalie nel funzionamento dell'impianto, sollevando preoccupazioni per la sua sicurezza e gli standard di conformità. Le morti hanno scatenato indignazione tra i sindacati e le figure politiche della regione. Liria Canzoneri, segretario generale della filiale di Trapani della Confederazione generale del lavoro italiana (Cgil), ha chiesto un punto di svolta definitivo nelle pratiche di sicurezza sul posto di lavoro in tutta la provincia.
Nel frattempo, i rappresentanti del sindacato Cisl hanno espresso solidarietà con le famiglie dei defunti e hanno evidenziato la necessità di misure di prevenzione più forti, programmi di formazione e una sorveglianza più rigorosa delle aziende che hanno aggiudicato contratti pubblici. Fabio Genco, capo dei servizi di emergenza 118 a Palermo e Trapani, ha dichiarato che Bulgarella non è entrato nei locali dell'impianto di trattamento e che i paramedici hanno aspettato il personale dei vigili del fuoco prima di rimuovere Anselmo dal sito.
Genco ha descritto la giornata come un giorno di profondo dolore per l'intera organizzazione 118. i funzionari locali e i leader della comunità hanno anche espresso le loro condoglianze. il sindaco di San Vito Lo Capo, Francesco La Sala, ha visitato la scena dell'incidente e ha riconosciuto la gravità della situazione. ha confermato che la sequenza esatta degli eventi sarebbe stata indagata dalle autorità giudiziarie, sottolineando che tali eventi sono inaccettabili.
Le autorità stanno continuando la loro indagine sull'incidente, concentrandosi sul fatto che la presenza di acque reflue nel serbatoio non fosse autorizzata e se fossero stati seguiti i protocolli di sicurezza adeguati. La mancanza di attrezzi protettivi indossati da entrambi i lavoratori solleva dubbi sull'adeguatezza delle valutazioni dei rischi e delle procedure di formazione.
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