Negli ultimi 50 giorni, la Colombia ha registrato 438 incendi boschivi, che rappresentano il 10% del numero totale registrato in due anni durante il precedente fenomeno El Niño. Il paese si trova di fronte a una crisi crescente a causa dell'aumento degli incendi boschivi dovuti alle alte temperature legate all'evento climatico in corso. Secondo i dati dell'Unità nazionale per la gestione dei rischi di catastrofi (UNGRD), la cifra evidenzia la gravità della situazione attuale, con il numero di incendi già superiore alla media osservata durante condizioni meteorologiche simili negli anni precedenti.
Durante una riunione tenutasi il 4 agosto, il Comitato Nazionale per la Gestione dei Disastri si è riunito per valutare lo scenario in evoluzione e coordinare le risposte. La sessione si è concentrata sulla valutazione dei prossimi modelli meteorologici e sul rafforzamento della collaborazione tra le entità nazionali di risposta ai disastri. La riunione ha sottolineato la necessità di una preparazione immediata in vista di potenziali escalations. Javier Pava, capo dell'UNGRD, ha sottolineato l'allarmante portata della crisi, osservando che quasi 7.153 ettari di vegetazione sono stati colpiti. Ha evidenziato la terribile situazione nel dipartimento di Tolima, dove "quasi tutto è in fiamme", secondo la sua dichiarazione.
Pava ha anche chiesto al governo in entrata, guidato da Abelardo De La Espriella, di accelerare il finanziamento per una dichiarazione di emergenza nazionale, data l'aumentata presenza di El Niño. L'impatto va oltre le preoccupazioni ambientali. Ad oggi, 191 comuni in 19 dipartimenti sono stati colpiti, con famiglie sfollate e feriti segnalati. La situazione ha esercitato un'immensa pressione sui servizi di emergenza, compresi vigili del fuoco, polizia e personale militare, che lavorano instancabilmente per contenere le fiamme.
Sono state temporaneamente vietate attività tradizionali come il "paseos de olla", una pratica popolare che prevede la cottura su fiamme aperte nei fiumi. Inoltre, sono vietati tutti i tipi di falò, anche quelli per scopi ricreativi. Queste restrizioni mirano a ridurre al minimo le possibilità di accensione accidentale, in particolare nelle aree in cui la vegetazione è altamente suscettibile al fuoco. Le misure sono state introdotte in un contesto di forte aumento degli incidenti di incendi boschivi. Solo nell'ultima settimana di luglio, sono stati segnalati più di 40 incendi boschivi in diversi comuni di Tolima.
Tra gli incendi attivi, 12 sono rimasti irrisolti, richiedendo l'attenzione immediata dei soccorritori. Erika Lozano, segretario per l'ambiente e la gestione dei rischi per Tolima, ha espresso preoccupazione per la capacità delle autorità locali di gestire la natura simultanea di queste emergenze. Ha osservato che la capacità del dipartimento di rispondere efficacemente potrebbe essere compromessa se la tendenza continua.
Per ridurre ulteriormente i rischi, la Tolima Environmental Corporation (Cortolima) ha imposto restrizioni aggiuntive relative all'uso dell'acqua durante la stagione secca. Sono limitate le attività come il bruciare all'aperto, riempire piscine con acqua di superficie o sotterranea e utilizzare l'acqua del rubinetto per l'irrigazione del giardino o il lavaggio dei veicoli. Sarà data priorità al consumo umano, con richieste di un uso responsabile dell'acqua per evitare di esacerbare la tensione ambientale. Le autorità hanno avvertito che la mancata conformità a queste normative può comportare sanzioni ambientali. I cittadini sono incoraggiati a segnalare qualsiasi attività sospetta o segnali di allarme precoci di incendi per aiutare a prevenire ulteriori danni.
Con l'evoluzione continua della situazione, l'attenzione rimane focalizzata sugli sforzi coordinati per gestire la crisi e proteggere sia le risorse naturali che le comunità.
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