L'articolo discute la battaglia legale che circonda la legge di amnistia per i leader del movimento indipendentista della Catalogna, concentrandosi sul tentativo della Corte suprema spagnola di giustificare il suo rifiuto di applicare l'amnistia paragonando il referendum del 2017 a un banchetto di nozze fittizio pagato con fondi pubblici. La corte ha sostenuto che l'ex presidente Carles Puigdemont e altri si sono arricchiti attraverso il referendum, ma questo argomento è stato contestato dalla Corte costituzionale e dalla Corte di giustizia europea, che ha respinto le accuse secondo cui il movimento ha violato gli interessi dell'UE. L'articolo evidenzia la divisione ideologica all'interno della Corte suprema, con giudici conservatori come Pablo Llarena che spingono la "teoria del matrimonio" mentre i giudici progressisti si oppongono. Il caso rimane irrisolto, con potenziali decisioni attese in ottobre.
Lettura del bias (Conservatore): L'articolo inquadra le argomentazioni della Corte Suprema, in particolare l'analogia del "banchetto di nozze", come una strategia legale di destra per negare l'amnistia ai separatisti catalani.




