Una scultura dell'epoca romana, che si ritiene abbia più di 2.000 anni, è stata scoperta in una borsa di un supermercato durante lavori di costruzione lungo la spiaggia di Almadraba ad Alicante, in Spagna. Il ritrovamento ha scatenato polemiche, con domande sulla data della sua scoperta, sulla gestione e sul fatto che siano state seguite le procedure adeguate.
Si ritiene che appartenesse a una ricca famiglia dell'antica Lucentum, il nome romano dell'odierna Alicante. Il pezzo avrebbe potuto adornare la casa di una famiglia patrizia romana. Il consiglio comunale ha annunciato la scoperta il 20 maggio, descrivendola come uno dei più significativi reperti archeologici nella storia della regione. La consigliera per la cultura Nayma Beldjilali ha sottolineato il suo immenso valore, mentre José Manuel Pérez Burgos, capo del patrimonio integrale del comune, ha definito un "miracolo" che la scultura sia sopravvissuta a due millenni in condizioni così buone. Tuttavia, sono emerse discrepanze sulla data esatta della scoperta.
Mentre il consiglio inizialmente ha dichiarato che si è verificato il 20 maggio, i lavoratori hanno successivamente affermato di aver trovato la testa l'11 maggio. Questa incoerenza ha alimentato ulteriori dibattiti sulle circostanze che circondano il ritrovamento.
I membri del partito politico Compromís hanno chiesto trasparenza, cercando di scoprire la cronologia completa degli eventi, i protocolli seguiti, chi ha preso le decisioni chiave e se le leggi sul patrimonio sono state rispettate durante tutto il processo. Compromís ha anche sollevato dubbi sul fatto che altre parti della scultura potrebbero essere ancora sepolte sotto il sito.
Gli esperti suggeriscono che la scultura potrebbe fornire preziose intuizioni sull'arte romana e sulla vita quotidiana nella regione. La sua sopravvivenza in condizioni così notevoli aggiunge al suo significato, offrendo un raro sguardo sui valori estetici delle società antiche. Tuttavia, il modo in cui è stata scoperta e inizialmente conservata ha messo in dubbio la professionalità del processo di scavo. L'incidente sottolinea le sfide affrontate dagli archeologi e dai governi locali nel bilanciare lo sviluppo delle infrastrutture con la conservazione dei siti storici.
La scultura rimarrà sotto la custodia del consiglio comunale fino a nuovo avviso, in attesa del risultato delle indagini in corso.
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El MundoIndipendente🔒CentroFattualità 85Obiettività 753 gg fa Il controverso ritrovamento di una Venere romana ad Alicante: 2.000 anni fa... in una borsa di un supermercatoUna controversa scoperta archeologica è stata fatta da lavoratori che hanno utilizzato un escavatore durante i lavori di rigenerazione della spiaggia di Alicante, in Spagna. Il ritrovamento era una testa di marmo che si ritiene raffiguri la dea romana Venere, risalente a circa 2.000 anni fa. La scultura è stata scoperta in una borsa di un supermercato, sollevando domande sulla sua origine e la sua gestione. Il comune di Alicante ha annunciato il ritrovamento il 20 maggio 2026, ma sono emersi resoconti contrastanti per quanto riguarda la data esatta della scoperta, con alcuni lavoratori che affermano che si è verificato l'11 maggio.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta la scoperta come un evento storico e culturale, concentrandosi sulla controversia che circonda la sua ubicazione e la sua tempistica piuttosto che assumere una chiara posizione ideologica.
Perché fattualità (85): The article provides specific details about the discovery of a Roman Venus head in Alicante, including the location (Almadraba beach), the method of discovery (by workers using an excavator), and the approximate age (2,000 years old, dating to the High Imperial Roman period). These facts align with
Perché obiettività (75): The article uses emotionally charged language such as 'polémico' (controversial) and 'sorprendente hallazgo' (surprising discovery), suggesting a biased perspective. It also frames the situation as if the city of Alicante wanted to make the sculpture its symbol, potentially implying a political angl
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