Il prezzo del petrolio grezzo è aumentato bruscamente venerdì mentre gli investitori hanno valutato le crescenti tensioni tra gli Stati Uniti e l'Iran, in seguito all'avvertimento di Teheran che avrebbe preso di mira le infrastrutture regionali se il presidente Donald Trump avesse seguito le minacce di attaccare le strutture iraniane. Il contratto sul greggio Brent per settembre è avanzato di quasi il 2%, avvicinandosi al valore di 90 dollari, mentre il greggio di riferimento del Cile ha superato gli 86 dollari. A New York, i futures WTI per agosto hanno guadagnato il 2,6% a 80,99 dollari, segnando il loro livello più alto dal 15 giugno. Entrambi i contratti hanno registrato un aumento settimanale di oltre l'11%, andando verso la loro migliore performance dalla fine di aprile. Gli analisti hanno notato una maggiore sensibilità del mercato a causa del calo delle riserve in diversi paesi e dell'aumento delle importazioni di greggio in Asia, riducendo i fattori che in precedenza avevano contribuito a contenere i prezzi. Hanno avvertito che il mercato ha meno strumenti per assorbire nuovi shock, portando la pressione sui prezzi della benzina e del gas naturale europeo, che hanno raggiunto il massimo di tre mesi.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta un bilancio equilibrato delle tensioni geopolitiche che incidono sui prezzi del petrolio, citando sia le tensioni tra Stati Uniti e Iran che l'analisi tecnica del mercato.





