Un nuovo accordo tra la Comunità di Madrid e le case di cura private ha portato allo spostamento di oltre 100 residenti anziani dai loro posti riservati, secondo molteplici rapporti. Il cambiamento di politica, che è entrato in vigore il 1 ° luglio, comporta una ristrutturazione del numero di posti riservati assegnati a ciascuna struttura privata.
L'impatto è sentito più acutamente da individui come Teresa, una donna di 94 anni che ha vissuto nella residenza Domusvi Albufera a Vallecas per 10 anni. Inizialmente ha utilizzato i servizi di assistenza diurna del centro prima di assicurarsi un posto privato, e negli ultimi cinque anni ha occupato uno dei 35 posti riservati offerti dalla struttura dal 2022.
Secondo il Council of Family Affairs, Juvenile and Social Matters, solo 95 residenti sono stati colpiti finora, con 81 che hanno scelto di trasferirsi in altri centri che offrono posti riservati e 14 che hanno scelto di rimanere nelle loro residenze attuali ma pagando per posti privati utilizzando il programma di voucher residenziali del governo regionale.
Le famiglie dei residenti colpiti sostengono di essere state informate dei cambiamenti imminenti ben prima dell'annuncio ufficiale del 17 giugno. Per esempio, la figlia di Teresa, Mari Tere, ha raccontato che le famiglie si sono riunite il 27 maggio per ricevere notizie importanti riguardanti la rimozione di 20 posti riservati, anche se questo numero è stato successivamente aggiustato a 17 perché tre residenti erano già deceduti. Nonostante questo avvertimento precoce, molte famiglie si sentono accecate dalla natura improvvisa della transizione, lasciando loro poco tempo per prepararsi per lo sconvolgimento.
Secondo Mari Tere, l'unico criterio considerato per decidere chi sarebbe stato spostato era il periodo di tempo in cui un residente aveva occupato un posto riservato, ignorando fattori come l'attaccamento emotivo, la condizione fisica e mentale o la preferenza personale. Nel caso di Teresa, la sua famiglia possiede un rapporto medico che sconsiglia esplicitamente il trasferimento a causa del suo declino cognitivo, ma né la società gestrice né l'amministrazione lo hanno preso in considerazione.
Mari Tere, che fa parte del consiglio di famiglia della residenza, ha dichiarato che la riduzione dei posti riservati non è stata comunicata fino a poche settimane prima della data di attuazione. Questa mancanza di lungimiranza ha lasciato molte famiglie in cerca di alloggi alternativi mentre affrontano la tensione emotiva di sradicare i propri cari da ambienti familiari.
La Comunità di Madrid sostiene che, una volta firmato il nuovo accordo, tali specifici luoghi riservati hanno cessato di esistere. Tuttavia, la situazione continua a sollevare preoccupazioni tra le famiglie colpite, che sentono che le loro voci non sono state ascoltate nel processo decisionale. Man mano che il nuovo accordo prende piede, più residenti potrebbero trovarsi di fronte a simili incertezze, evidenziando la necessità di una comunicazione più chiara e di considerare le circostanze individuali nelle future decisioni politiche.
★
Manteniamo le notizie oneste.
ObjectiveNews è finanziato dai lettori e senza pubblicità: ti mostriamo il bias invece di nasconderlo. Sostieni il giornalismo indipendente per 5 €/mese.
Diventa sostenitore