L'estate scorsa il Mar Mediterraneo ha registrato un'anomalia di temperatura senza precedenti, segnando una pietra miliare nella storia del clima. Domenica è stata misurata una deviazione termica di 8 gradi Celsius nei pressi del Golfo del Leone, al largo della costa meridionale della Francia. Questa cifra supera i record precedenti e ha superato la scala di colori utilizzata nelle mappe di calore che monitorano le temperature della regione. L'anomalia evidenzia un drammatico cambiamento nelle condizioni oceaniche, sollevando preoccupazioni sulle implicazioni a lungo termine di un tale riscaldamento estremo.
Il Centro per gli studi ambientali del Mediterraneo (CEAM) ha documentato questo fenomeno attraverso le sue mappe di calore dettagliate. Queste mappe in genere utilizzano un sistema codificato a colori in cui la più alta deviazione di temperatura è contrassegnata in bianco, indicando un'anomalia fino a +8 gradi Celsius. Tuttavia, questa soglia è stata stabilita senza anticipare valori così estremi, rendendo la situazione attuale senza precedenti. Francisco Pastor, un ricercatore specializzato in ondate di calore marino al CEAM, ha sottolineato che questo livello di deviazione di temperatura ha lasciato stupiti anche esperti esperti.
Ha notato che questa è la prima volta che una tale lettura ha superato la scala di colori esistente, indicando un nuovo punto di riferimento nelle anomalie di temperatura oceanica.
La posizione specifica della misurazione, a circa 200 chilometri a est della costa di Girona, non è il punto più caldo del Mediterraneo occidentale, dove le temperature dell'acqua hanno raggiunto circa 26 gradi Celsius. Ciò nonostante, questa zona presenta la differenza più significativa tra le temperature superficiali attuali e la media del periodo 1991-2020. Al contrario, la costa orientale dell'Italia registra temperature leggermente più elevate, oscillando intorno ai 28 gradi Celsius, mentre la costa levantina della Spagna varia da 22 gradi Celsius a sud a 26 gradi Celsius in regioni come Valencia e Catalogna.
Anche l'Icatmar, un'altra istituzione che traccia le anomalie della temperatura marittima, ha trovato inadeguata la sua solita scala di colori. Le loro mappe giornaliere, che in precedenza andavano da -5 a +5 gradi Celsius, mostrano ora una grande area triangolare rossa che copre gran parte del Mediterraneo nordoccidentale. Ciò indica un riscaldamento diffuso e intenso in tutta la regione, che supera di gran lunga le norme storiche. L'interazione tra le onde di calore atmosferiche e marine è evidente qui, poiché entrambi i fenomeni si rafforzano a vicenda.
Secondo Pastor, l'intensità di queste ondate di calore è amplificata dall'interazione tra il mare caldo e l'atmosfera circostante, portando a venti costieri indeboliti a causa di minori differenze di temperatura tra l'aria e il mare.
Le conseguenze di tali temperature oceaniche estreme potrebbero manifestarsi durante la prossima stagione autunnale, quando la Spagna affronterà il rischio di tempeste dannose note come "danas".
Mentre il Mediterraneo continua a registrare temperature da record, gli scienziati e le organizzazioni ambientali rimangono vigili. Sottolineano la necessità di ricerche e monitoraggi continui per comprendere la piena portata di questi cambiamenti e i loro potenziali impatti sugli ecosistemi, sui modelli meteorologici e sulle attività umane lungo la costa. L'attuale situazione sottolinea l'urgenza di affrontare il cambiamento climatico e di adattarsi a condizioni ambientali sempre più imprevedibili.
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