Il governo argentino ha stabilito che gli stranieri non residenti devono pagare per i loro servizi sanitari negli ospedali nazionali, scatenando polemiche a livello nazionale. La nuova politica, introdotta con il Decreto 366/2025, modifica la Legge sulla migrazione e delinea requisiti specifici per i pazienti stranieri che cercano cure mediche non di emergenza.
I residenti permanenti, tuttavia, mantengono l'accesso al sistema sanitario pubblico alla pari con i cittadini argentini, anche se devono presentare una documentazione valida che comprovi il loro status al momento dell'ammissione. Il decreto è stato firmato dal ministro della Salute Mario Lugones e include disposizioni dettagliate riguardanti le eccezioni per situazioni di emergenza. Secondo l'allegato del decreto, a cui ha avuto accesso Clarín, tutti i servizi medici volti a valutare, diagnosticare, stabilizzare e trattare condizioni che comportano rischi immediati per la vita, gli organi o le funzioni sono esenti da costi. Tuttavia, una volta che l'emergenza è stata affrontata, i trattamenti successivi possono essere fatturati al paziente o al loro assicuratore.
Questa distinzione tra emergenze e cure di routine ha sollevato preoccupazioni tra i professionisti medici e le istituzioni su come verrà attuata nella pratica. Nella provincia di Córdoba, l'attuazione della nuova norma ha generato incertezza tra le autorità ospedaliere locali. La risoluzione, emessa dal Ministero della Sanità nazionale con il numero 1066/2026, si applica specificamente all'Ospedale Clinico Nazionale e all'Ospedale Nazionale di Maternità. Rogelio Pizzi, ex preside della Facoltà di Scienze Mediche dell'Università di Córdoba, ha osservato che queste istituzioni devono rispettare la legge ma rimangono poco chiare sulla sua applicazione pratica.
Ha sottolineato che gli stranieri non residenti senza residenza permanente e carta d'identità nazionale dovrebbero pagare per la loro cura, affermando che il personale ospedaliero seguirà il quadro giuridico anche se alcuni aspetti rimangono ambigui.Pizzi ha evidenziato le potenziali sfide nel distinguere tra emergenze e casi urgenti, notando che quest'ultimo potrebbe portare a obblighi finanziari per i pazienti stranieri.Ha espresso preoccupazione per il possibile conflitto tra la nuova politica e i principi umanitari che guidano l'istruzione medica.
Nel frattempo, il governo provinciale di Cordoba ha chiarito che la direttiva nazionale non si applica agli ospedali provinciali. I funzionari sanitari locali hanno confermato che il sistema esistente per il recupero dei costi, attraverso le organizzazioni di sicurezza sociale, i piani sanitari prepagati o lo stato, continuerà a funzionare. Ciò significa che gli stranieri non residenti dovranno affrontare solo la fatturazione diretta negli ospedali nazionali gestiti dal governo federale, come l'Ospedale clinico nazionale e l'Ospedale nazionale di maternità di Cordoba.
Il 22 luglio, il governo ha annunciato che le università possono ora addebitare le tasse universitarie agli studenti stranieri. Il sottosegretario delle politiche universitarie, Alejandro Álvarez, ha spiegato che questo cambiamento deriva dal decreto 366/2025, che modifica la legge sull'istruzione superiore.
I critici sostengono che le politiche possano scoraggiare gli studenti e i visitatori internazionali, potenzialmente influenzando la reputazione dell'Argentina come destinazione per l'istruzione e il turismo. Altri si chiedono se le misure siano in linea con la lunga tradizione del paese di offrire accesso universale all'assistenza sanitaria, indipendentemente dalla nazionalità.
Mentre il governo sostiene che le cure di emergenza rimarranno accessibili a tutti, le implicazioni pratiche della politica devono ancora essere pienamente testate in scenari reali.
★
Manteniamo le notizie oneste.
ObjectiveNews è finanziato dai lettori e senza pubblicità: ti mostriamo il bias invece di nasconderlo. Sostieni il giornalismo indipendente per 4 €/mese.
Diventa sostenitore