Il governo spagnolo si è rifiutato di fornire l'approvazione necessaria per il re Felipe VI per adempiere al suo "impegno" di visitare Ceuta, secondo quanto riferito da El Mundo. La decisione arriva in un momento di crescente tensione a seguito di un afflusso di migranti su larga scala nella città il mese scorso, che ha scatenato timori di instabilità e sollevato preoccupazioni sulla capacità della Spagna di gestire efficacemente i suoi confini. Il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, ha espresso delusione per la posizione del governo durante un incontro con il re a Marivent, Palma di Maiorca, dove hanno discusso della crisi in corso.
Vivas ha sottolineato che il monarca si è impegnato pubblicamente a visitare Ceuta, affermando che il re aderisce alle sue promesse. Tuttavia, ha lasciato aperta la questione di quando potrebbe avvenire una tale visita. Secondo il quadro costituzionale della Spagna, la monarchia richiede l'approvazione del ramo esecutivo prima di intraprendere viaggi ufficiali. L'articolo 64 della costituzione stabilisce che l'approvazione del governo e dei suoi ministri è necessaria per qualsiasi movimento del capo di stato. Questo requisito legale significa che mentre il re può desiderare di visitare Ceuta, la decisione effettiva spetta all'amministrazione attuale.
Durante il loro incontro a Marivent, il re ha ricevuto Vivas, che stava cercando rassicurazioni sulla posizione del governo in merito alla visita. L'incontro si è svolto in assenza di un'approvazione formale, segnando un gesto raro dato che Vivas è il primo leader regionale non balearico ad incontrare il monarca a Marivent. Vivas ha descritto l'attuale situazione a Ceuta come uno dei momenti più critici della storia della città, notando che i residenti devono ancora recuperare emotivamente dall'esperienza traumatica della crisi dei migranti del 30 luglio.
Questa debolezza percepita ha portato a una diffusa ansia tra i locali, che temono che possa verificarsi un altro incidente simile. Vivas ha anche evidenziato le implicazioni più ampie della crisi, suggerendo che il confine è sempre più sotto l'influenza di terze parti, incluso il Marocco, che non riconosce formalmente lo status di Ceuta come territorio spagnolo. Il governo spagnolo è rimasto in silenzio sull'intenzione espressa del re di visitare Ceuta, citando che non commenta gli impegni reali o i viaggi a meno che non sia ritenuto appropriato.
I funzionari di Moncloa hanno rifiutato di fornire ulteriori chiarimenti, sottolineando che qualsiasi decisione in merito alla visita dipenderà dal fatto che il governo la consideri necessaria. Nonostante questa ambiguità, Vivas rimane fiducioso che il re alla fine effettuerà la visita, sostenendo che si allinea con il ruolo costituzionale del monarca. I due uomini si sono incontrati di persona poco prima delle sei di sera, scambiando cordiali saluti dopo una discussione tesa. La loro interazione rifletteva sia la familiarità personale che il peso della sfida politica che hanno affrontato insieme. Nel frattempo, la crisi si è estesa oltre la governance locale e nel discorso internazionale.
In un recente episodio di Espejo Público, il commentatore Nicolás Redondo ha criticato le azioni del governo marocchino, definendo l'afflusso di migranti un'invasione temporanea con conseguenze simboliche durature. Redondo ha sostenuto che la Spagna deve adottare una posizione ferma nei confronti del Marocco per prevenire incidenti futuri, anche se alcuni politici continuano a inquadrare la relazione come una di reciproco beneficio.
Il Barcellona FC ha recentemente rinviato un'imminente partita amichevole contro una squadra marocchina, citando le condizioni inadatte create dalla crisi migratoria.
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