Il 9 agosto 2026, il ministro delle finanze cileno, Jorge Quiroz, pronunciò un discorso durante il programma televisivo Estado Nacional, invocando una frase pronunciata dal primo ministro britannico Winston Churchill durante la seconda guerra mondiale. La citazione, "Questa non è la fine. Neanche l'inizio della fine. Ma forse la fine dell'inizio", fu usata da Churchill dopo la vittoria degli Alleati nella seconda battaglia di El Alamein nel novembre 1942. Nel suo contesto, la osservazione era intesa a temperare le aspettative del pubblico, riconoscendo che mentre la guerra si era trasformata in favore degli Alleati, la lotta sarebbe continuata.
Oggi, Quiroz ha usato le stesse parole per inquadrare il passaggio della megarreforma del Cile conosciuta come Reconstrucción, che è passata attraverso il Congresso all'inizio di quella settimana. Per Quiroz, questo non ha segnato la fine, ma piuttosto l'inizio di una nuova fase nella trasformazione politica ed economica del Cile. La megarreforma, approvata dal Congresso, rappresenta un insieme radicale di misure volte a rivitalizzare i mercati finanziari del paese e affrontare problemi strutturali di lunga data all'interno della pubblica amministrazione. Tra i suoi componenti chiave vi è una proposta per stimolare il mercato dei capitali incoraggiando le medie imprese e le piccole imprese a emettere azioni o obbligazioni.
Questa iniziativa mira a ripristinare il dinamismo della Borsa di Santiago, che è stata stagnante a causa dei bassi livelli di attività aziendale. Il governo sostiene che tali riforme approfondiranno il mercato, consentendo a più partecipanti, in particolare agli investitori più piccoli, di impegnarsi con maggiore facilità.
L'Estatuto Administrativo, una legge promulgata nel 1989 sotto la dittatura militare, è stata a lungo un ostacolo alla riforma della funzione pubblica. Garantisce ai dipendenti pubblici una sicurezza del lavoro praticamente garantita, rendendo quasi impossibile licenziarli, anche per scarse prestazioni. I critici sostengono che questo sistema crea una cultura di compiacimento e mina l'avanzamento basato sul merito. L'attuale governo, guidato dal presidente Gabriel Boric, ha proposto una revisione completa di queste regole, compresa la creazione di una commissione intersettoriale guidata da un economista indipendente per valutare e raccomandare cambiamenti.
L'obiettivo è quello di introdurre flessibilità nell'occupazione pubblica, promuovere l'efficienza e allineare l'apparato statale più strettamente con le esigenze dei cittadini. La spinta per la riforma ha incontrato la resistenza di sindacati e partiti di sinistra, che vedono i cambiamenti come un attacco ai diritti dei lavoratori. L'Associazione nazionale dei dipendenti fiscali (ANEF) ha già sollevato preoccupazioni per la potenziale erosione della stabilità del lavoro. Tuttavia, i sostenitori della riforma sostengono che l'attuale sistema è obsoleto e incompatibile con la governance moderna.
Tra il 2023 e il 2024, oltre 25.000 dipendenti pubblici hanno violato le condizioni del congedo medico viaggiando all'estero, portando a dimissioni e azioni disciplinari. Questi incidenti hanno intensificato le richieste di riforma, inquadrando la questione come sia etica che pratica. Gli analisti politici suggeriscono che il successo della megarreforma potrebbe servire da modello per futuri sforzi legislativi. Con una maggioranza al Congresso, la coalizione al governo ritiene di poter affrontare le sfide future. Tuttavia, l'opposizione della sinistra rimane un ostacolo, soprattutto data l'influenza indebolita dei partiti di sinistra negli ultimi anni.
Alcuni esperti prevedono che la prossima riforma sarà più complessa rispetto ai tentativi precedenti, riflettendo i più profondi difetti istituzionali. Nel frattempo, il senatore Luciano Cruz-Coke di Evopoli ha chiesto un'azione urgente, sottolineando che la modernizzazione dello Statuto Amministrativo è essenziale per migliorare i servizi pubblici e ripristinare la fiducia nelle istituzioni governative.
Il risultato di questo processo determinerà la traiettoria del panorama politico ed economico del Cile per gli anni a venire.
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