Il Consiglio costituzionale francese ha respinto una legge volta a vietare ai minori di 15 anni di utilizzare le piattaforme di social media. La decisione, annunciata venerdì 14 agosto 2026, arriva dopo che il consiglio ha ritenuto la misura una "violazione sproporzionata e non necessaria" della libertà di espressione. La legge, approvata dall'Assemblea nazionale poco più di un mese prima, doveva entrare in vigore il 1 settembre 2026, segnando il potenziale ingresso della Francia in una nuova era di rigorosa regolamentazione online per i giovani utenti. La legislazione proposta, sostenuta dal presidente Emmanuel Macron, cercava di fissare l'età minima per accedere ai social media a 15 anni.
Inizialmente, il disegno di legge era ancora più ambizioso, proponendo un "coprifuoco digitale" con limiti rigorosi sull'uso dei social media durante le ore tardive. Tuttavia, il Consiglio costituzionale ha stabilito che queste disposizioni erano troppo ampie e mancavano di garanzie sufficienti. In particolare, il consiglio ha criticato la mancanza di meccanismi per proteggere la privacy degli utenti nel sistema di verifica dell'età, che era centrale per l'applicazione della legge. Il rifiuto dell'articolo 1 della legge significa che il divieto di accesso ai social media per i bambini sotto i 15 anni non entrerà in vigore.
Il consiglio ha sottolineato che il progetto attuale non tiene conto dei diversi livelli di maturità tra gli adolescenti, trattando tutti i 15 anni come se fossero di otto anni. Inoltre, la legge non ha previsto eccezioni nei casi in cui i genitori potrebbero voler consentire ai loro figli di utilizzare determinati servizi, anche se tali servizi sono considerati sicuri. Il consiglio ha anche osservato che la legge potrebbe potenzialmente applicarsi alle piattaforme di comunicazione online che non sono state dimostrate a rappresentare rischi per la salute e la sicurezza dei minori. Questa sentenza rappresenta una battuta d'arresto per Macron, che ha fatto della protezione dei minori dai pericoli dei social media uno dei suoi obiettivi politici chiave.
Il presidente aveva precedentemente espresso sostegno all'iniziativa, con l'obiettivo di posizionare la Francia come una delle nazioni europee più rigorose nella salvaguardia dei giovani online. Nonostante questa sconfitta, Macron ha incaricato il primo ministro Ségolène Royal di rivedere prontamente la legge, con l'obiettivo di presentare una nuova versione prima della primavera del 2027, prima delle elezioni presidenziali. La proposta è nata da una commissione parlamentare che indaga sugli effetti psicologici di piattaforme come TikTok e Instagram sui giovani utenti.
La stesura iniziale della legge è iniziata nell'autunno del 2025, quando i legislatori del partito di Macron hanno presentato un disegno di legge per affrontare le preoccupazioni circa l'esposizione precoce ed eccessiva ai social media. La legge faceva parte di sforzi più ampi per combattere problemi come contenuti inappropriati, caratteristiche che creano dipendenza, cyberbullismo e impatti negativi sulla salute mentale e sul benessere. La Francia aveva pianificato di attuare la legge come il primo grande paese europeo a introdurre una tale restrizione, seguendo l'esempio dell'Australia. Il piano originale prevedeva due fasi: a partire dal 1o settembre 2026, i minori non sarebbero più in grado di creare nuovi account e gli account esistenti avrebbero dovuto essere eliminati entro tale data.
Tuttavia, l'intervento del Consiglio costituzionale ha ritardato notevolmente questi piani.La decisione del Consiglio evidenzia le tensioni in corso tra le ambizioni normative e i diritti costituzionali, in particolare per quanto riguarda la libertà di parola e l'autonomia individuale.
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