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Il cervello potrebbe continuare ad ascoltare sotto anestesia generale, secondo un recente studio.
CL🔬 Scienza9 gg fa

Il cervello potrebbe continuare ad ascoltare sotto anestesia generale, secondo un recente studio.

Un recente studio pubblicato sulla rivista Nature sfida la tradizionale comprensione dell'anestesia generale. I ricercatori del Baylor College of Medicine negli Stati Uniti hanno scoperto che alcune aree del cervello continuano a elaborare suoni e linguaggio in tempo reale anche quando una persona è completamente anestetizzata. Lo studio ha coinvolto sette pazienti sottoposti a un intervento chirurgico per epilessia, la cui attività cerebrale è stata monitorata utilizzando microelettrodi di alta precisione chiamati neuropixels. Durante gli esperimenti, i partecipanti sono stati esposti a toni ripetitivi, suoni distinti, clip video didattici e podcast narrativi mentre erano sotto anestesia con propofol. I risultati hanno mostrato che alcuni neuroni potevano differenziare tra stimoli e migliorare la loro capacità di identificarli nel tempo. Inoltre, l'ippocampo elabora il linguaggio classificando le parole in base alla funzione grammaticale e prevedendo i termini imminenti in una frase. Questi risultati suggeriscono che le funzioni cognitive complesse potrebbero non dipendere interamente dalla consapevolezza cosciente, indicando che il cervello rimane attivo e capace di elaborare le informazioni durante gli stati inconsci.

Il nuovo studio suggerisce che il cervello potrebbe continuare ad ascoltare anche sotto anestesia generale, sfidando ipotesi di lunga data sull'incoscienza. Pubblicato su Nature, la ricerca indica che alcune aree del cervello rimangono abbastanza attive da elaborare suoni e linguaggio durante l'anestesia generale, contraddicendo la visione tradizionale che il cervello diventa quasi inattivo in tali stati. Lo studio è stato condotto da scienziati del Baylor College of Medicine negli Stati Uniti, coinvolgendo sette pazienti sottoposti a un intervento chirurgico per l'epilessia. Per monitorare l'attività cerebrale, i ricercatori hanno utilizzato microelettrodi di alta precisione noti come neuropixels, che possono registrare l'attività dei singoli neuroni.

Durante la procedura, i partecipanti sono stati esposti a diversi suoni e stimoli linguistici mentre erano sotto anestesia generale con propofol. I risultati suggeriscono che alcuni neuroni potevano distinguere tra toni ripetuti e suoni distinti, migliorando la loro capacità di identificarli nel tempo. In un altro test, ai pazienti sono stati presentati clip video educativi e podcast narrativi. I risultati hanno mostrato che l'ippocampo ha continuato a elaborare il linguaggio ricevuto, categorizzando le parole in base alla funzione grammaticale e persino anticipando i termini che potrebbero seguire in una frase.

"Questo tipo di codifica predittiva è qualcosa che associamo all'essere sveglio e attento, ma qui sta accadendo in uno stato inconscio", ha spiegato il dottor Benjamin Hayden, un neurochirurgo del Baylor College of Medicine e uno degli autori dello studio. "Questi risultati implicano che le complesse capacità cognitive potrebbero non dipendere interamente dalla coscienza. In altre parole, il cervello potrebbe svolgere compiti specifici di elaborazione delle informazioni anche quando una persona non ha una consapevolezza cosciente del proprio ambiente". "I nostri risultati mostrano che il cervello è molto più attivo e capace durante l'incoscienza di quanto si pensasse in precedenza", ha osservato il dottor Sameer Sheth, un altro autore dello studio.

Nonostante queste intuizioni rivoluzionarie, i ricercatori avvertono che lo studio ha dei limiti. La dimensione del campione era piccola, solo sette pazienti, e tutti hanno ricevuto propofol come anestetico primario, quindi i risultati potrebbero non essere applicabili universalmente ad altri tipi di anestesia. Tuttavia, le implicazioni si estendono oltre la sala operatoria. La scoperta potrebbe influenzare la ricerca futura sul sonno, il coma e la riabilitazione neurologica. ha chiesto al dottor Vigi Katlowitz, un neurochirurgo.

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La Tercera logoLa TerceraIndipendente🔒CentroFattualità 75Obiettività 859 gg fa
Il cervello potrebbe continuare ad ascoltare sotto anestesia generale, secondo un recente studio.

Un recente studio pubblicato sulla rivista Nature sfida la tradizionale comprensione dell'anestesia generale. I ricercatori del Baylor College of Medicine negli Stati Uniti hanno scoperto che alcune aree del cervello continuano a elaborare suoni e linguaggio in tempo reale anche quando una persona è completamente anestetizzata. Lo studio ha coinvolto sette pazienti sottoposti a un intervento chirurgico per epilessia, la cui attività cerebrale è stata monitorata utilizzando microelettrodi di alta precisione chiamati neuropixels. Durante gli esperimenti, i partecipanti sono stati esposti a toni ripetitivi, suoni distinti, clip video didattici e podcast narrativi mentre erano sotto anestesia con propofol. I risultati hanno mostrato che alcuni neuroni potevano differenziare tra stimoli e migliorare la loro capacità di identificarli nel tempo. Inoltre, l'ippocampo elabora il linguaggio classificando le parole in base alla funzione grammaticale e prevedendo i termini imminenti in una frase. Questi risultati suggeriscono che le funzioni cognitive complesse potrebbero non dipendere interamente dalla consapevolezza cosciente, indicando che il cervello rimane attivo e capace di elaborare le informazioni durante gli stati inconsci.

Lettura del bias (Centro): L'articolo discute la ricerca scientifica sull'attività cerebrale durante l'anestesia, che è un argomento non politico.

Perché fattualità (75): The article accurately summarizes the study's main finding that certain brain regions like the hippocampus may process sounds and language under general anesthesia. It mentions the use of Neuropixels probes and the involvement of seven epilepsy patients. However, it omits specific details about the

Perché obiettività (85): The article presents the findings in a mostly neutral manner, though it uses phrases like 'el cerebro podría permanecer mucho más alerta' which slightly implies a surprising result rather than presenting it as a measured scientific observation. Overall, it avoids overt bias but has some interpretive

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