È di nuovo il giorno dei voti, e ancora una volta si pone la domanda: i nostri figli stanno diventando meno capaci? Questo dibattito ricorrente è stato un punto fermo intorno al periodo di chiusura delle scuole, dove le discussioni sul declino dell'istruzione spesso raggiungono il picco. Con la distribuzione dei voti, ricomincia la speculazione: quale ruolo svolgono gli smartphone, i social media e persino gli strumenti di intelligenza artificiale come ChatGPT nel plasmare la capacità degli studenti di concentrarsi, leggere e eseguire calcoli? E forse, cosa più provocatoria, i bambini di oggi stanno diventando più stupidi delle generazioni precedenti?
La narrazione del declino generazionale è tutt'altro che nuova. Antiche civiltà come i Sumeri e gli Egizi hanno espresso preoccupazioni per il comportamento dei giovani, esortandoli a emulare le virtù dei loro anziani. Il poeta greco Esiodo ha lamentato quasi 2700 anni fa che i giovani non rispettavano più i loro genitori e i valori sociali si stavano deteriorando. Questo sentimento sembra persistere attraverso le età, con ogni generazione convinta che quella che la segue è in qualche modo inferiore.
Le preoccupazioni moderne, tuttavia, si sono spostate dal declino morale al rendimento accademico. Ricercatori come Henning Schluß, professore di educazione all'Università di Vienna, sottolineano che mentre alcune abilità tra gli studenti sono effettivamente diminuite negli ultimi anni, ciò non equivale a un generale declino intellettuale. Egli sottolinea che gli studi empirici supportano l'osservazione che l'attenzione tra bambini e adolescenti si sta riducendo. Tuttavia, mette in guardia contro l'interpretazione di questi risultati come prova di un declino generale dell'intelligenza o della capacità.
Schluß sostiene che invece di concentrarsi esclusivamente su problemi e restrizioni, la società dovrebbe fornire opportunità alternative per l'impegno. Imparare una abilità, allenarsi in uno sport o immergersi in un'altra attività può migliorare significativamente la concentrazione. Queste esperienze offrono ricompense tangibili che le distrazioni digitali come i video TikTok non possono sostituire. La chiave sta nel dare ai bambini la possibilità di impegnarsi profondamente in attività e comprendere il valore della perseveranza.
Nonostante la riduzione della durata dell'attenzione, rimane la domanda più ampia: ciò si traduce in un'intelligenza inferiore? Schluß mette in guardia contro la fretta di concludere che i punteggi dei test in calo indicano una generazione "stupida". Le valutazioni internazionali spesso scatenano dibattiti allarmistici, ma in genere misurano competenze specifiche in materie come la matematica e la lettura in particolari momenti nel tempo. Offrono poca comprensione del motivo per cui gli studenti si comportano in modo diverso, del loro potenziale o di come potrebbero evolversi le loro capacità.
Sotto la superficie delle classifiche internazionali, Schluß mette in luce questioni strutturali più profonde all'interno del sistema educativo austriaco: perché il successo educativo dipende ancora fortemente dall'origine sociale? perché i bambini di famiglie migranti si trovano in modo sproporzionato nelle scuole speciali nonostante non vi sia alcuna indicazione di minore talento? e perché un sistema educativo relativamente ben finanziato lotta per colmare queste lacune?
La ricerca sull'intelligenza suggerisce inoltre che etichettare una generazione come "stupida" semplifica eccessivamente le realtà complesse. Mentre il QI è stato a lungo considerato un indicatore stabile, le prospettive moderne sfidano questa nozione, sottolineando che le capacità cognitive sono influenzate da una moltitudine di fattori oltre l'intelligenza innata.
Michael Zeiler, psicologo clinico presso la Clinica di psichiatria infantile e adolescenziale dell'Università di Vienna, sta lavorando a un progetto chiamato "PSYGESKOM", che prevede lo sviluppo di un gioco serio volto a insegnare la salute psicologica e le strategie di coping ai bambini di età compresa tra 10 e 14 anni. L'iniziativa risponde alle crescenti pressioni sulla salute mentale affrontate dai giovani e cerca di fornire risorse accessibili per la prevenzione.
Il concetto alla base di "PSYGESKOM" è quello di creare un'esperienza digitale coinvolgente che permetta ai bambini di imparare la salute mentale senza sentirsi sottoposti a istruzioni formali. Il gioco è ambientato in un mondo fantastico in cui i giocatori devono aiutare i personaggi a superare varie sfide utilizzando tecniche di coping efficaci. Attraverso questo approccio interattivo, i partecipanti sono incoraggiati a sviluppare strategie personali per gestire lo stress e migliorare la resilienza.
Prima di lanciare il gioco, sono stati condotti ampi workshop con gruppi di età target per identificare i fattori di stress comuni e gli elementi di gioco preferiti. Il feedback continuo da un gruppo di bambini e adolescenti durante lo sviluppo ha assicurato che il prodotto finale avrebbe avuto un'efficace risonanza con il pubblico previsto. Nonostante questi sforzi, Zeiler riconosce che nessun approccio singolo attirerà universalmente, mirando invece ad incorporare elementi diversi che potrebbero coinvolgere molti all'interno del target demografico.
La creazione di un gioco online di successo richiede il soddisfacimento di più criteri, tra cui grafica di alta qualità e gameplay coinvolgente. Per raggiungere questo obiettivo, Zeiler ha collaborato con professionisti di vari campi, riconoscendo la necessità di competenze interdisciplinari.
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