Negli ultimi anni, il Kruger National Park, una delle riserve naturali più iconiche dell'Africa, è diventato il centro di un intenso controllo sul destino della sua popolazione di elefanti. Un nuovo set di dati, ottenuto attraverso una richiesta formale ai sensi della legge sudafricana sulla promozione dell'accesso alle informazioni, rivela che tra gennaio 2020 e dicembre 2025, un totale di 951 elefanti sono morti all'interno del parco. Questo numero include sia le morti naturali che quelle attribuite all'attività umana, ma solleva anche domande pressanti sul ruolo della cosiddetta "gestione" nella mortalità degli elefanti.
Il set di dati, compilato nell'ambito del programma internazionale di monitoraggio dell'uccisione illegale di elefanti (MIKE) nell'ambito della Convenzione sul commercio internazionale di specie in via di estinzione (CITES), fornisce la prima registrazione completa delle morti di elefanti a Kruger in un periodo di sei anni. Dei 951 decessi registrati, 535 sono stati classificati come cause naturali come vecchiaia, malattie, siccità e conflitti naturali. Altri 179 decessi sono stati collegati ad attività illegali, tra cui il bracconaggio tramite insidie e ferite da arma da fuoco. Mentre queste cifre si allineano con le aspettative date le dimensioni della popolazione di elefanti del parco, rappresentano solo una parte della storia.
Questo termine, usato senza una spiegazione dettagliata, lascia molte domande senza risposta sulle circostanze che circondano queste morti. A differenza di altre categorie, che forniscono chiare relazioni di causa-effetto, "Gestione" sembra essere una designazione vaga che manca di trasparenza. L'assenza di specifiche su ciò che costituisce "gestione" in questo contesto ha suscitato preoccupazione tra gli ambientalisti e il pubblico. Storicamente, il Parco Nazionale Kruger ha svolto un ruolo centrale nel plasmare l'approccio del Sudafrica alla conservazione degli elefanti.
Tra gli anni '60 e il 1994, migliaia di elefanti sono stati sistematicamente uccisi in quello che è diventato uno dei più grandi programmi di gestione della fauna selvatica letale in Africa. Tuttavia, questa pratica è stata infine abbandonata a causa di obiezioni etiche e prospettive ecologiche in evoluzione.
Gli esperti di conservazione sottolineano che le decisioni che comportano la rimozione deliberata di animali selvatici protetti devono essere fondate su solide prove scientifiche, quadri legali e considerazioni etiche. La pubblicazione di questi dati arriva in un momento in cui il futuro della conservazione degli elefanti in Sudafrica è in fase di revisione. Con la crescente pressione del cambiamento climatico, la perdita di habitat e l'invasione umana, la necessità di pratiche di gestione della fauna selvatica trasparenti e responsabili non è mai stata più critica. Il Parco Nazionale Kruger, sede di una delle più grandi popolazioni di elefanti liberi del mondo, funge da microcosmo di sfide più ampie che affrontano gli sforzi di conservazione in tutta l'Africa.
Mentre proseguono le discussioni sulle implicazioni dei nuovi dati, le parti interessate di vari settori - scienziati, responsabili politici, comunità locali e organizzazioni di conservazione - chiedono ulteriori indagini nella categoria "Gestione".Sostengono che senza una comprensione più chiara di come e perché alcuni elefanti vengono rimossi, sarà impossibile valutare il vero impatto di queste azioni sulla salute generale dell'ecosistema e sul benessere della popolazione animale.Quello che rimane incerto è se il quadro completo di queste morti sarà mai reso disponibile al pubblico.
Mentre alcune parti dell'insieme di dati sono state divulgate, altre significative restano in sospeso, lasciando spazio a speculazioni e preoccupazioni.
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