Il presidente serbo Aleksandar Vučić ha concesso la grazia a 49 persone poco prima di lasciare l'incarico il 27 settembre, tra cui ex alti funzionari statali e persone accusate di aver attaccato studenti durante le proteste. Tra i graziati figurano Dijana Hrkalović, ex segretaria di stato al Ministero dell'Interno, accusata di abuso di potere, e Dragan Živadinović, ex presidente di un tribunale, accusato di abuso d'ufficio. La lista includeva anche un uomo condannato per tentato omicidio per aver investito uno studente a Belgrado, cinque uomini accusati di aver aggredito manifestanti antigovernativi a Novi Sad e 12 attivisti dell'opposizione accusati di aver pianificato azioni contro l'ordine costituzionale. I tribunali superiori di Novi Sad e Belgrado hanno pubblicato elenchi parziali basati su decisioni del Ministero della Giustizia, anche se l'identità di altre 26 persone rimane sconosciuta. Vučić ha dichiarato in un'intervista televisiva che i suoi oppositori non possono modificare queste misure di clemenza presidenziali.
Lettura del bias (Conservatore): Il titolo utilizza un linguaggio carico di emotività, descrivendo la "perdono" degli "aggressori" anziché delle "persone accusate", presentando l'atto in modo negativo e omettendo le sfumature legali riguardanti eventuali appelli in corso o specifiche accuse.






