Il Consiglio nazionale sloveno deciderà su una proposta di veto relativa a una nuova legge sui dipendenti del settore pubblico, a seguito di una mozione presentata dai rappresentanti sindacali. La decisione è prevista per venerdì, con i critici principalmente preoccupati per l'abolizione immediata del consiglio amministrativo, un'istituzione chiave all'interno del sistema di servizio pubblico. Il veto proposto è stato preparato da un gruppo di interesse che rappresenta i dipendenti, che sostengono che la nuova legge, approvata dall'Assemblea nazionale venerdì su iniziativa del governo, va oltre i minimi cambiamenti organizzativi o amministrativi.
Secondo la spiegazione fornita con la proposta di veto, la legge modifica fondamentalmente la struttura del sistema di amministrazione pubblica aboliendo il consiglio amministrativo e rimuovendo così la partecipazione istituzionale dei sindacati rappresentativi, mette in dubbio il processo di valutazione professionale indipendente utilizzato nella selezione dei funzionari di alto livello, aumenta l'influenza politica nella fase professionale iniziale delle gare pubbliche e regola legalmente le questioni ancora in corso di negoziati collettivi aperti.
I critici sostengono che questi cambiamenti non possono essere giustificati esclusivamente con riferimenti alla riduzione della burocrazia e al miglioramento dell'efficienza delle procedure speciali di gara, poiché la nuova legge non modifica il metodo di conduzione delle procedure basate sui comitati di gara, ma piuttosto sposta l'equilibrio di potere tra i funzionari politici e la fase professionale di selezione.
Sono anche critiche perché la legge mantiene comitati speciali di gara ma trasferisce la loro nomina direttamente a funzionari politici, abbandonando allo stesso tempo standard uniformi per il consiglio amministrativo e consentendo la definizione di criteri a livello di singoli comitati.
Inoltre, sottolineano che le preoccupazioni non si limitano alle organizzazioni sindacali, poiché la Commissione per la prevenzione della corruzione ha anche criticato il nuovo regolamento, avvertendo dei rischi di corruzione e dell'influenza politica.
Il veto proposto riflette un più ampio malcontento tra i gruppi di dipendenti e gli organismi di controllo, che ritengono che la nuova legge minacci i meccanismi di supervisione e di rappresentanza stabiliti all'interno del sistema di amministrazione pubblica.
La prossima votazione del Consiglio nazionale potrebbe rappresentare un momento cruciale per determinare se la nuova legge proseguirà senza modifiche o dovrà essere oggetto di revisioni sostanziali.
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