Il primo ministro della Victoria, Ben Carroll, ha annunciato martedì l'introduzione di una nuova legislazione volta a criminalizzare il controllo coercitivo, allineando lo stato con il Queensland e il Nuovo Galles del Sud. La legge, che segue le campagne nazionali guidate da sopravvissuti alla violenza domestica, tra cui quelle ispirate dalla tragica morte della donna del Queensland Hannah Clarke e dei suoi tre figli, ha scatenato polemiche tra i sostenitori della sicurezza delle donne. Questi sostenitori sostengono che la legge potrebbe inavvertitamente mettere le donne vulnerabili a maggior rischio di essere falsamente accusate di crimini di violenza familiare. La legislazione segna un cambiamento significativo nel modo in cui il controllo coercitivo viene affrontato legalmente.
Nel Nuovo Galles del Sud, la prima persona condannata per il reato di controllo coercitivo, Callum Fairleigh, ha ricevuto una pena di due anni con un periodo di libertà condizionata di 15 mesi. La pena massima nel Nuovo Galles del Sud per tali reati è di sette anni. Allo stesso modo, nel Queensland, dove la legge, nota come legge di Hannah, è entrata in vigore nel maggio 2025, le autorità hanno registrato 53 accuse nei primi cinque mesi dopo aver ricevuto 149 segnalazioni.
Roj Amedi, direttore della politica e della difesa presso il Women's Legal Service Victoria, ha espresso preoccupazione per il fatto che la legge possa essere sfruttata dagli autori di violenza contro le donne. Ha sottolineato che gli individui che si impegnano nella violenza familiare sono abili a manipolare i sistemi, apparendo carismatici ed esercitando il controllo attraverso mezzi sottili. Questa dinamica, ha spiegato, potrebbe portare a un aumento del danno, in particolare per i gruppi emarginati come le donne aborigene e delle isole dello Stretto di Torres, le donne disabili e i membri della comunità LGBTQI.
Un portavoce di Domestic Violence New South Wales, Angie Gehle, ha fatto eco a queste preoccupazioni, osservando che in NSW, dove il controllo coercitivo è diventato un reato autonomo nel luglio 2024, alcuni autori hanno effettivamente utilizzato la legge per aumentare il loro controllo. Gehle ha descritto casi in cui gli abusatori impiegano un linguaggio strategico per invertire la narrazione, facendo sentire le vittime minacciate quando non lo sono.
Gli avvocati sottolineano che la creazione di un reato autonomo comporta rischi sostanziali, potenzialmente portando a più danni che benefici. Questo dibattito ha guadagnato slancio dopo che il leader dell'opposizione Jess Wilson ha fatto l'introduzione del reato di controllo coercitivo il suo primo grande impegno politico nel novembre 2025.
Joumanah El-Matrah, amministratore delegato dell'organo di massima sicurezza delle donne vittoriane Safe and Equal, ha sottolineato che qualsiasi riforma dovrebbe dare la priorità alla sicurezza rispetto alla fretta. Ha sottolineato che attualmente non vi sono prove solide che un reato penale autonomo possa migliorare la sicurezza delle vittime o promuovere una maggiore responsabilità. Man mano che la legge entrerà in vigore, l'attenzione probabilmente si sposterà verso il monitoraggio della sua attuazione e la valutazione se raggiunge i suoi obiettivi senza esacerbare le sfide esistenti affrontate dalle donne vulnerabili. Il dialogo in corso tra legislatori e sostenitori sottolinea la complessità di bilanciare la giustizia con la protezione in casi di violenza domestica.
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