Dieci anni dopo lo smantellamento del campo profughi "Jungle" a Calais, in Francia, le condizioni di vita per i migranti sono peggiorate in modo significativo, in particolare per le donne e i bambini. La popolazione è diventata più femminilizzata, con la percentuale di donne che sale dall'8,8% nel 2023 al 45% entro luglio 2026. Questo cambiamento è attribuito alle politiche migratorie più severe dell'UE che hanno costretto molti migranti a tornare sulla strada. I migranti ora si nascondono nelle foreste per evitare il rilevamento da parte delle autorità e per evitare di essere deportati in base alle loro impronte digitali ai sensi del regolamento di Dublino. Le donne affrontano una maggiore vulnerabilità a causa dell'isolamento, dell'esposizione alla violenza, della prostituzione forzata e della mancanza di accesso alle cure sanitarie di base. Nonostante gli sforzi di organizzazioni come Médecins du Monde e Safe Passage International, queste sfide persistono, con le donne che spesso evitano il contatto con i gruppi di aiuto per paura.
Lettura del bias (Progressista): L'articolo mette in evidenza questioni sistemiche quali il deterioramento delle condizioni di vita dei migranti, l'aumento della vulnerabilità delle donne e l'impatto di politiche di immigrazione rigide.





