Il dibattito sulla costruzione di nuove centrali nucleari in Svizzera si è intensificato con le nuove stime dei costi pubblicate dalle Accademie svizzere delle scienze. Secondo la loro analisi, la costruzione di un nuovo reattore nucleare potrebbe variare da circa 14 miliardi di franchi svizzeri a ben 43 miliardi di franchi. La stima inferiore si allinea con studi precedenti, che hanno considerato i costi di costruzione insieme alle spese di finanziamento. Tuttavia, il limite superiore rappresenta un aumento significativo rispetto alle proiezioni precedenti. Questa vasta gamma riflette l'incertezza in corso per quanto riguarda la fattibilità finanziaria di tali progetti.
La discussione segue valutazioni simili della società energetica Axpo e degli istituti di ricerca ETH Zurich e Paul Scherrer Institute (PSI). Queste entità hanno precedentemente suggerito che le economie di scala potrebbero ridurre significativamente i costi se vengono costruiti più reattori.
Essi evidenziano i recenti progetti nucleari europei e americani che hanno costantemente superato i vincoli di tempo e di bilancio. Queste esperienze mettono in guardia contro ipotesi eccessivamente ottimistiche sull'efficienza dei costi nelle nuove costruzioni. La mancanza di dati comparabili complica ulteriormente le previsioni accurate, poiché pochi progetti nucleari recenti sono stati completati in Europa e Nord America che potrebbero servire come parametri di riferimento affidabili. Una grande sfida nella stima dei costi risiede nel lasso di tempo richiesto per tali progetti. Attualmente non ci sono dati storici sufficienti per determinare se la costruzione di reattori multipli comporterebbe effettivamente risparmi significativi.
Inoltre, gli ambienti normativi e finanziari differiscono notevolmente tra paesi come la Cina, la Russia e la Corea del Sud, dove la costruzione nucleare è più economica, e la Svizzera, dove prevalgono regolamenti più severi e standard operativi più elevati. L'ultimo studio sottolinea la difficoltà di effettuare calcoli di costo precisi in questa fase. Le potenziali incertezze e i rischi associati per i contribuenti si attestano a decine di miliardi di franchi. Di conseguenza, il dibattito sull'abolizione del divieto di costruzione di nuove centrali nucleari non è probabile che diventi più semplice con queste nuove scoperte.
I sostenitori sostengono che l'energia nucleare può garantire una sicurezza energetica rispettosa del clima, mentre gli oppositori la considerano pericolosa, inutile e proibitivamente costosa. Il panorama politico rimane complesso, con l'opinione pubblica che riflette spesso preoccupazioni sociali più ampie sulla sicurezza, l'impatto ambientale e la redditività economica.
Date le vaste differenze nei costi stimati e l'assenza di chiari precedenti, i responsabili politici si trovano di fronte a un compito impegnativo nel valutare i meriti di perseguire nuove infrastrutture nucleari.
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