Il ritorno di David Corpuz al Cinemalaya Philippine Independent Film Festival con Tayo Lang Ang Nakakaalam segna un toccante culmine dell'evoluzione personale e artistica. Il film, incentrato sui temi del dolore e dell'esperienza queer, in particolare in relazione all'HIV, cerca di illuminare i paesaggi emotivi spesso trascurati delle comunità emarginate. Corpuz, originario di San Jose del Monte, Bulacan, è stato a lungo attratto dalla narrazione che sfida le narrazioni convenzionali, una traiettoria plasmata sia dalle sue attività accademiche che dal primo impegno con il cinema indipendente.
Mentre studiava tecnologia dell'informazione al Don Bosco Technical College di Mandaluyong, si imbatte nell'arte della registrazione video, un atto che ha scatenato un fascino per tutta la vita con la narrazione visiva. All'epoca, San Jose del Monte, ancora una città piuttosto che una città, mancava di cinema dedicati, quindi Corpuz frequentava frequentemente l'Università delle Filippine Diliman's Cine Adarna, dove venivano proiettati gratuitamente film d'arte. Questa prima esposizione pose le basi per il suo futuro lavoro nel cinema sperimentale e mondiale. Dopo la laurea, Corpuz ha conseguito un master in studi sui media presso l'Università delle Filippine, un viaggio che è durato sette anni.
Durante questo periodo, il suo interesse per il cinema sperimentale si è approfondito, culminando con l'uscita nel 2014 di The Ordinary Things We Do, un cortometraggio sperimentale che ha ottenuto il premio speciale della giuria al Cinemalaya di quell'anno. Il suo successo come regista è arrivato nel 2016 con Kusina, una collaborazione con il co-regista Cenon Palomares e con Judy Ann Santos.
Il ritardo, ha spiegato, è stato in parte dovuto al desiderio di attendere il momento giusto per realizzare appieno la sua visione creativa. Quel momento è arrivato con Tayo Lang Ang Nakakaalam, un progetto in sviluppo dal 2017. Inizialmente presentato a Cinemalaya 2019, il film è stato solo selezionato, spingendo Corpuz a metterlo da parte. Non è stato fino a quando la produttrice Kristine Camille Sulit, che aveva precedentemente collaborato con lui a Read-Only Memory, lo ha incoraggiato a rivedere la sceneggiatura e a presentarla all'ultima edizione del festival che il progetto ha guadagnato nuovo slancio.
Lavorando a fianco del co-sceneggiatore Iar Arondaing, Corpuz ha rivisto la narrazione, spostando la linea temporale dal 2017 al 2012. Il film che ne è risultato trae ispirazione dal suo saggio vincitore del premio Palanca Autoetnograpiya ng Luksa, che riflette sulla perdita del suo partner e sul concetto di disenfranchised grief, un tipo di lutto che la società spesso non riesce a riconoscere o convalidare. Il film presenta un cast composto da Martin del Rosario, Miguel Odron, Yayo Aguila ed Epy Quizon, portando alla vita una storia che intreccia la perdita personale con un più ampio commento sociale. Mentre le origini del film sono profondamente radicate nelle esperienze personali di Corpuz, la sua rilevanza si estende oltre la tragedia individuale.
Esplorando l'intersezione tra dolore, identità e trascuratezza sociale, Tayo Lang Ang Nakakaalam offre un ritratto sfumato delle lotte affrontate dagli individui queer, in particolare nel contesto dello stigma legato all'HIV. Attraverso la sua narrazione stratificata e la risonanza emotiva, il film è una testimonianza del potere del cinema di dare voce a chi non è stato ascoltato.
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