Nel 1947, Hélène Rytmann-Legotien è stata assassinata dal marito, il filosofo Louis Althusser, nella loro residenza presso l'École normale supérieure (ENS) di Parigi. L'incidente si è svolto nella casa della coppia, che erano entrambi affiliati a una delle più prestigiose istituzioni accademiche francesi. Althusser, che soffriva di depressione da mesi e aveva precedentemente ricevuto una diagnosi di disturbo maniaco-depressivo nel 1947, ha ammesso il crimine immediatamente e successivamente è stato ricoverato presso la clinica psichiatrica Sainte-Anne a Parigi. L'omicidio è avvenuto durante un periodo in cui Althusser era già ben noto all'interno dei circoli accademici.
L'ENS, ancora oggi considerato uno degli istituti di istruzione di alto livello della Francia, è rimasto un centro per il discorso intellettuale. Nonostante la gravità dell'atto, i procedimenti legali contro Althusser sono stati interrotti nel febbraio 1981 ai sensi dell'articolo 64 del codice penale francese, che afferma che non si verifica alcun crimine o reato se l'accusato era in uno stato di inadeguatezza al momento dell'atto.
Tuttavia, il caso non ha ottenuto il riconoscimento come femminidio fino a oltre quattro decenni dopo, grazie agli sforzi persistenti di studiosi femministi, ricercatori e attivisti che si sono rifiutati di lasciare che la storia svanisse nell'oscurità. Nel 2023, un libro intitolato Althusser assassin. La banalité du mâle, tradotto come Althusser assassin. La banalità della mascolinità, dello scienziato politico canadese ed esperto di antifemminismo e questioni di genere, Francis Dupuis-Déri, ha portato una rinnovata attenzione alla tragedia.
Hélène Legotien: tuée, oubliée di Jo Ros (Le temps des Cerises, 2026). Queste opere esploravano ulteriormente l'eredità e la memoria di Hélène Legotien, la cui vita e morte sono diventate emblematiche delle più ampie lotte contro la violenza di genere. Dupuis-Déri ha raccontato come inizialmente credeva che il caso fosse una curiosità storica, ma ha presto scoperto che molte persone ricordavano ancora vivamente l'incidente. La sua ricerca ha portato alla corrispondenza di individui che si sentivano costretti a condividere le loro prospettive, indicando che la storia non era ancora stata pienamente riconosciuta o elaborata.
Ha adottato il cognome Legotien nel 1944, utilizzandolo come omaggio al suo coinvolgimento nella Resistenza durante la seconda guerra mondiale, anche se non ha mai cambiato ufficialmente il suo nome nei documenti ufficiali.
Il suo lavoro si è concentrato sullo sfruttamento in corso nonostante la prosperità economica in Francia, riflettendo il suo profondo impegno con le strutture sociali e le disuguaglianze. Lucie Rondeau du Noyer, una dottoranda e storica che ha studiato la vita e il lavoro di Hélène Legotien dall'estate del 2022, ha sottolineato l'importanza di rispettare l'identità del defunto. Ha osservato che la scelta del nome corretto, sia Hélène Rytmann, Hélène Legotien o Hélène Rytmann-Legotien, è essenziale per onorare l'autonomia e l'eredità della persona. La sua indagine ha rivelato una complessa narrazione di risultati personali e professionali, sottolineata dalla tragica fine della sua vita.
Attraverso il suo lavoro, Rondeau du Noyer continua a portare luce su una storia che, sebbene lontana, rimane rilevante nelle conversazioni contemporanee su genere, potere e giustizia.
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