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Il femminidio di Hélène Rytmann-Legotien e il "mascolinismo" di Louis Althusser
Austria🏛️ PoliticaProgressista9 gg fa

Il femminidio di Hélène Rytmann-Legotien e il "mascolinismo" di Louis Althusser

L'articolo tratta il tragico caso di Hélène Rytmann-Legotien, una sociologa assassinata dal marito, il filosofo Louis Althusser, nel 1980. L'incidente si è verificato nel suo posto di lavoro, l'École normale supérieure (ENS) di Parigi. Althusser, che aveva una storia di problemi di salute mentale, tra cui la depressione maniacale, ha ammesso il crimine ed è stato dichiarato legalmente folle ai sensi dell'articolo 64 del diritto penale francese, portando al rigetto delle accuse. Ci sono voluti oltre 40 anni perché l'omicidio fosse riconosciuto come femminidio, grazie alla ricerca femminista e all'attivismo maschile. Nel 2023, un libro intitolato 'Althusser assassin. La banalité du dule' di Francis Dupuis-Déri ha portato rinnovata attenzione al caso, evidenziando il problema più ampio della violenza maschile contro le donne.

Nel 1947, Hélène Rytmann-Legotien è stata assassinata dal marito, il filosofo Louis Althusser, nella loro residenza presso l'École normale supérieure (ENS) di Parigi. L'incidente si è svolto nella casa della coppia, che erano entrambi affiliati a una delle più prestigiose istituzioni accademiche francesi. Althusser, che soffriva di depressione da mesi e aveva precedentemente ricevuto una diagnosi di disturbo maniaco-depressivo nel 1947, ha ammesso il crimine immediatamente e successivamente è stato ricoverato presso la clinica psichiatrica Sainte-Anne a Parigi. L'omicidio è avvenuto durante un periodo in cui Althusser era già ben noto all'interno dei circoli accademici.

L'ENS, ancora oggi considerato uno degli istituti di istruzione di alto livello della Francia, è rimasto un centro per il discorso intellettuale. Nonostante la gravità dell'atto, i procedimenti legali contro Althusser sono stati interrotti nel febbraio 1981 ai sensi dell'articolo 64 del codice penale francese, che afferma che non si verifica alcun crimine o reato se l'accusato era in uno stato di inadeguatezza al momento dell'atto.

Tuttavia, il caso non ha ottenuto il riconoscimento come femminidio fino a oltre quattro decenni dopo, grazie agli sforzi persistenti di studiosi femministi, ricercatori e attivisti che si sono rifiutati di lasciare che la storia svanisse nell'oscurità. Nel 2023, un libro intitolato Althusser assassin. La banalité du mâle, tradotto come Althusser assassin. La banalità della mascolinità, dello scienziato politico canadese ed esperto di antifemminismo e questioni di genere, Francis Dupuis-Déri, ha portato una rinnovata attenzione alla tragedia.

Hélène Legotien: tuée, oubliée di Jo Ros (Le temps des Cerises, 2026). Queste opere esploravano ulteriormente l'eredità e la memoria di Hélène Legotien, la cui vita e morte sono diventate emblematiche delle più ampie lotte contro la violenza di genere. Dupuis-Déri ha raccontato come inizialmente credeva che il caso fosse una curiosità storica, ma ha presto scoperto che molte persone ricordavano ancora vivamente l'incidente. La sua ricerca ha portato alla corrispondenza di individui che si sentivano costretti a condividere le loro prospettive, indicando che la storia non era ancora stata pienamente riconosciuta o elaborata.

Ha adottato il cognome Legotien nel 1944, utilizzandolo come omaggio al suo coinvolgimento nella Resistenza durante la seconda guerra mondiale, anche se non ha mai cambiato ufficialmente il suo nome nei documenti ufficiali.

Il suo lavoro si è concentrato sullo sfruttamento in corso nonostante la prosperità economica in Francia, riflettendo il suo profondo impegno con le strutture sociali e le disuguaglianze. Lucie Rondeau du Noyer, una dottoranda e storica che ha studiato la vita e il lavoro di Hélène Legotien dall'estate del 2022, ha sottolineato l'importanza di rispettare l'identità del defunto. Ha osservato che la scelta del nome corretto, sia Hélène Rytmann, Hélène Legotien o Hélène Rytmann-Legotien, è essenziale per onorare l'autonomia e l'eredità della persona. La sua indagine ha rivelato una complessa narrazione di risultati personali e professionali, sottolineata dalla tragica fine della sua vita.

Attraverso il suo lavoro, Rondeau du Noyer continua a portare luce su una storia che, sebbene lontana, rimane rilevante nelle conversazioni contemporanee su genere, potere e giustizia.

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Der Standard logoDer StandardIndipendenteProgressistaFattualità 85Obiettività 709 gg fa
Il femminidio di Hélène Rytmann-Legotien e il "mascolinismo" di Louis Althusser

L'articolo tratta il tragico caso di Hélène Rytmann-Legotien, una sociologa assassinata dal marito, il filosofo Louis Althusser, nel 1980. L'incidente si è verificato nel suo posto di lavoro, l'École normale supérieure (ENS) di Parigi. Althusser, che aveva una storia di problemi di salute mentale, tra cui la depressione maniacale, ha ammesso il crimine ed è stato dichiarato legalmente folle ai sensi dell'articolo 64 del diritto penale francese, portando al rigetto delle accuse. Ci sono voluti oltre 40 anni perché l'omicidio fosse riconosciuto come femminidio, grazie alla ricerca femminista e all'attivismo maschile. Nel 2023, un libro intitolato 'Althusser assassin. La banalité du dule' di Francis Dupuis-Déri ha portato rinnovata attenzione al caso, evidenziando il problema più ampio della violenza maschile contro le donne.

Lettura del bias (Progressista): L'articolo inquadra il caso nel contesto della violenza di genere e evidenzia il ritardo nel riconoscere il femminidio, che si allinea con il discorso femminista progressista.

Perché fattualità (85): The article accurately reports the facts of Hélène Rytmann-Legotien's murder by her husband Louis Althusser on November 16, 1980. It provides details about the location, time, and circumstances of the crime. The mention of Althusser's mental health history and his eventual acquittal due to insanity

Perché obiettività (70): The article presents the event with some emotional weight, particularly in describing the 'banale und zugleich schreckliche Geschichte' and the long struggle for recognition as femicide. While informative, it frames the story through a feminist lens, emphasizing the significance of the case in the c

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