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Deportazioni in cambio di riconoscimento diplomatico: i Talebani chiedono all'UE "fiducia e presenza consolare" nel loro storico incontro a Bruxelles
Spain🏛️ Politica5 gg fa

Deportazioni in cambio di riconoscimento diplomatico: i Talebani chiedono all'UE "fiducia e presenza consolare" nel loro storico incontro a Bruxelles

Una delegazione talebana ha incontrato la Commissione europea e 15 Stati membri dell'UE a Bruxelles, cercando il riconoscimento diplomatico in cambio della cooperazione per la deportazione di cittadini afgani che hanno commesso gravi reati o rappresentano una minaccia per la sicurezza. Questa è stata la prima volta che una delegazione talebana ha visitato l'UE e ha tenuto colloqui con gli Stati membri a Bruxelles. I talebani hanno sottolineato la necessità di ampliare i servizi consolari per gli afgani nella regione dell'UE, comprese misure di fiducia, una presenza consolare e un processo di "ritorno dignitoso".

La Germania ha aperto la porta all'Unione europea in materia di deportazioni, segnando una pietra miliare storica con l'accordo con i talebani sull'espulsione degli afgani che hanno commesso reati gravi o che rappresentano una minaccia per la sicurezza.

La riunione a Bruxelles, che ha coinvolto una delegazione di cinque rappresentanti talibani e di 15 Stati membri dell'UE, è stata interpretata da molti come un atto di fiducia verso un regime accusato di violazioni sistematiche dei diritti umani, specialmente contro donne e bambine.

La riunione, tenutasi martedì 23 giugno 2026, è stata preceduta da una serie di negoziati tecnici iniziati nel gennaio dello stesso anno a Kabul. Da allora, la Commissione europea ha lavorato in collaborazione con i rappresentanti tecnici delle autorità talibane per stabilire meccanismi di rimpatrio dei migranti afgani. L'iniziativa è nata da una lettera congiunta inviata nell'ottobre 2025 da 20 paesi membri dell'UE, guidati dalla Germania e dal Belgio, che ha invitato la Commissione a esplorare le opzioni di rimpatrio forzato degli afgani considerati una minaccia per la sicurezza o che hanno commesso reati gravi.

Questa carta, firmata anche da Austria, Italia, Paesi Bassi e Polonia, ha sottolineato la necessità di azioni urgenti per controllare l'immigrazione illegale nell'UE.

La riunione a Bruxelles è stata organizzata con il pretesto di una conversazione "tecnica" e senza implicazioni politiche, secondo le affermazioni della Commissione europea. Tuttavia, la natura dell'incontro ha generato polemiche, poiché i rappresentanti talebani, incluso il portavoce Abdul Qahar Balkhi, hanno espresso aspettative più ampie, come la ripresa dei servizi consolari per gli afgani nell'UE e la creazione di fiducia reciproca. Balkhi, nelle sue dichiarazioni sui social network, ha indicato che l'incontro aveva l'obiettivo di aprire nuove vie per un impegno positivo e rafforzare il processo di assistenza agli afgani all'estero.

Questo è stato visto dai critici come una forma di legittimazione del regime talebano, che ha generato proteste interne all'interno dell'UE.

La Commissione europea ha rifiutato di fornire dettagli specifici sul contenuto della riunione, sostenendo che erano "motivi di sicurezza". Tuttavia, è stato rivelato che il Ministero degli Esteri del Belgio aveva emesso visti di un solo giorno per la delegazione talebana, validi solo sul territorio belga. Questo dettaglio è stato utilizzato da attivisti e organizzazioni per i diritti umani per mettere in discussione la posizione dell'UE, che sembra dare la priorità alla sicurezza e al controllo migratorio rispetto ai principi democratici e ai diritti umani.

Malala Yousafzai, l'attivista pakistana e vincitrice del Premio Nobel per la Pace, ha espresso la sua indignazione sui social network, sottolineando che i talebani sono responsabili di vietare l'istruzione secondaria alle ragazze e di arrestare le donne per il loro abbigliamento.

Inoltre, la Commissione europea è stata criticata per il suo atteggiamento opaco durante l'organizzazione della riunione. Fonti comunitarie hanno menzionato che la Commissione ha evitato di confermare la visita quando si sapeva che la delegazione era in viaggio per Bruxelles, e non ha fornito dettagli sul contenuto delle discussioni né sui 15 rappresentanti degli Stati membri che hanno partecipato. Tuttavia, la Commissione ha insistito sul fatto che la riunione era una conseguenza diretta della richiesta degli Stati membri, e non un'iniziativa proposta dal presidente Ursula von der Leyen. Questa difesa cerca di minimizzare la percezione che l'UE stia facendo un passo indietro in termini di valori democratici.

La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che la Germania aveva già raggiunto un accordo con i talebani per accelerare la deportazione di criminali condannati in Afghanistan. Secondo il quotidiano Bild, questo accordo, negoziato a livello tecnico, consente di effettuare fino a tre voli charter mensili e di effettuare deportazioni individuali su voli regolari. Questa misura è stata vista come una prova della flessibilità della Germania in materia di sicurezza, ma anche come un segno di debolezza di fronte alle pressioni migratorie.

Nel frattempo, l'ONU ha ripetutamente denunciato le violazioni dei diritti umani in Afghanistan, descrivendolo come un "cimitero per i diritti umani". Il relatore speciale dell'ONU per l'Afghanistan, Richard Bennett, ha criticato le politiche di deportazione come "sumamente preoccupanti", ricordando che i rimpatri forzati possono violare il principio di non devoluzione, che vieta la deportazione in paesi dove possono affrontare persecuzioni o violazioni dei diritti. Questa critica riflette la tensione tra la necessità di controllare la migrazione e la difesa dei diritti umani.

Nonostante le obiezioni, l'UE sembra progredire nella sua politica di ristabilimento migratorio, con l'installazione di centri di ritorno al di fuori delle proprie frontiere e la ricerca di alleanze con i paesi vicini. Alcune voci a Bruxelles suggeriscono che la riunione con i talebani potrebbe includere l'installazione di uno di questi centri sul territorio afgano, mentre altre opinioni scartano questa possibilità, indicando l'Uzbekistan o il Kazakistan come alternative. Questa diversità di approcci riflette la complessità della situazione e la mancanza di consenso all'interno dell'UE su come bilanciare la sicurezza con i diritti umani.

In conclusione, la riunione tra l'UE e i talebani rappresenta un momento cruciale nella storia della politica migratoria europea. Mentre alcuni la vedono come un'opportunità per migliorare la cooperazione e controllare meglio la migrazione, altri la percepiscono come una concessione a un regime che ha violato sistematicamente i diritti umani.

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El Periódico logoEl PeriódicoIndipendenteDestra5 gg fa
La Germania fa il passo verso l'UE con le deportazioni degli afgani negoziate con i talebani

La Germania ha compiuto un passo significativo negoziando la deportazione dei cittadini afgani con i talebani, segnando un notevole sviluppo nelle politiche dell'Unione europea in materia di migrazione e sicurezza. Questa mossa riflette l'approccio della Germania alla gestione dei richiedenti asilo e al rafforzamento delle misure di controllo delle frontiere in linea con le linee guida dell'UE. I negoziati comportano discussioni tra le autorità tedesche e il regime talebano, che hanno sollevato preoccupazioni tra le organizzazioni per i diritti umani e gli attori internazionali. La decisione evidenzia la complessa interazione tra sovranità nazionale, diritto internazionale e considerazioni umanitarie nell'affrontare situazioni post-conflitto.

Lettura del bias (Destra): L'articolo presenta le azioni della Germania come un passo decisivo, sottolineando il ruolo di leadership del paese all'interno dell'UE e suggerendo una posizione ferma sul controllo dell'immigrazione.

El Mundo logoEl MundoIndipendente🔒Centro10 gg fa
Deportazioni in cambio di riconoscimento diplomatico: i Talebani chiedono all'UE "fiducia e presenza consolare" nel loro storico incontro a Bruxelles

Una delegazione talebana ha incontrato la Commissione europea e 15 Stati membri dell'UE a Bruxelles, cercando il riconoscimento diplomatico in cambio della cooperazione per la deportazione di cittadini afgani che hanno commesso gravi reati o rappresentano una minaccia per la sicurezza. Questa è stata la prima volta che una delegazione talebana ha visitato l'UE e ha tenuto colloqui con gli Stati membri a Bruxelles. I talebani hanno sottolineato la necessità di ampliare i servizi consolari per gli afgani nella regione dell'UE, comprese misure di fiducia, una presenza consolare e un processo di "ritorno dignitoso".

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta sia le richieste dei talebani che la risposta cauta dell'UE, evidenziando la controversia che circonda l'incontro, evitando però un linguaggio apertamente parziale o un'approvvigionamento selettivo.

El Periódico logoEl PeriódicoIndipendenteCentro10 gg fa
La Commissione europea riceve una delegazione dei talebani per accelerare le deportazioni in Afghanistan

La Commissione europea ha incontrato una delegazione dei Talebani per discutere l'accelerazione della deportazione dei migranti afgani in Afghanistan. L'incontro si svolge in un contesto di preoccupazioni per la situazione della sicurezza e dei diritti umani in Afghanistan sotto il dominio dei Talebani. L'Unione europea ha affrontato la sfida di gestire i flussi migratori garantendo nel contempo il rispetto delle protezioni internazionali per i rifugiati.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta un resoconto fattuale di un incontro diplomatico senza favorire apertamente nessuna delle due parti. Non include linguaggio parziale, fonti unilaterali o editorializzazione. L'attenzione si concentra sull'aspetto procedurale dell'incontro piuttosto che prendere posizione sulla legittimità o le azioni dell'esercito afgano.

El Mundo logoEl MundoIndipendente🔒Centro10 gg fa
L'UE riceve una delegazione dei Talebani per accelerare la deportazione degli immigrati afgani che sono "criminali o una minaccia per la sicurezza"

L'Unione europea ha tenuto un incontro storico con una delegazione del regime talebano per discutere l'accelerazione della deportazione dei migranti afgani considerati "criminali o una minaccia per la sicurezza". Ciò segue le richieste di 20 paesi dell'UE, guidati dalla Germania e dal Belgio, di far progredire gli sforzi di rimpatrio. L'UE ha sottolineato che le discussioni erano tecniche e mirate a facilitare il ritorno di individui che hanno commesso gravi reati o rappresentano un rischio per la sicurezza. L'incontro ha segnato la prima volta da quando i talebani hanno riconquistato il potere in Afghanistan nel 2021 che sono stati ufficialmente ricevuti dall'UE. Le autorità belghe hanno rilasciato visti a breve termine per i rappresentanti dei talebani, validi solo in Belgio, consentendo loro di partecipare all'incontro a Bruxelles.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta l'evento in modo fattuale, citando sia funzionari dell'UE che fonti afgane anonime.

El País logoEl PaísIndipendente🔒Sinistra10 gg fa
Bruxelles e rappresentanti di 15 paesi incontrano i talebani per accelerare la deportazione dei migranti in Afghanistan

L'Unione europea ha accelerato la sua politica migratoria tenendo discussioni tecniche con una delegazione talebana a Bruxelles con l'obiettivo di aumentare le deportazioni di migranti in Afghanistan. Rappresentanti della Commissione europea e di 15 Stati membri, tra cui Danimarca, Belgio e Svezia, hanno incontrato i rappresentanti dei talebani afgani per affrontare gli aspetti logistici dei processi di deportazione.

Lettura del bias (Sinistra): L'articolo considera controverso l'impegno dell'UE nei confronti dei talebani e sottolinea le critiche dei gruppi per i diritti umani e degli attori politici di sinistra, sottolineando le preoccupazioni per la legittimazione di un regime che ha documentato violazioni dei diritti umani.

La Vanguardia logoLa VanguardiaIndipendenteCentro10 gg fa
L'UE ospita una delegazione talebana a Bruxelles per accelerare le deportazioni

L'Unione europea ha ricevuto una delegazione dei talebani a Bruxelles per discutere l'accelerazione del processo di espulsione dei cittadini afgani attualmente residenti negli Stati membri dell'UE. L'incontro aveva lo scopo di affrontare le procedure legali e amministrative per il rimpatrio di individui che non hanno più un valido status di residenza sotto il nuovo regime talebano. Ciò segue una maggiore pressione sui paesi dell'UE per gestire i flussi migratori e rispettare gli obblighi internazionali in materia di richiedenti asilo. Le discussioni si sono concentrate sull'assicurare il rispetto del diritto internazionale mentre gestiscono le sfide pratiche della deportazione.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta l'evento in modo fattuale, concentrandosi sulla discussione procedurale tra l'UE e i talebani in merito alle espulsioni.

elDiario.es logoelDiario.esIndipendenteSinistra10 gg fa
La febbre contro l'immigrazione spinge l'UE ad accogliere una delegazione dei talebani

Una delegazione del regime talebano in Afghanistan ha viaggiato a Bruxelles per incontrare funzionari dell'Unione europea, scatenando polemiche e proteste da parte di parlamentari europei, attivisti e ONG. L'UE non ha ufficialmente riconosciuto il governo talebano, ma l'incontro si svolge in un contesto di crescente preoccupazione per l'immigrazione. La discussione include argomenti come la ripresa dei servizi consolari afgani nell'UE, che costituirebbe un riconoscimento formale del regime talebano. I critici sostengono che questo impegno rischia di legittimare un regime accusato di gravi violazioni dei diritti umani, in particolare contro le donne. Il Belgio ha concesso un visto di un giorno alla delegazione di cinque membri, limitando i loro spostamenti sul territorio belga. L'attivista Malala Yousafzai ha condannato l'incontro dei talebani, evidenziando le politiche oppressive nei confronti delle donne.

Lettura del bias (Sinistra): L'articolo sottolinea la potenziale normalizzazione del regime talebano attraverso l'impegno diplomatico, evidenzia le violazioni dei diritti umani da parte dei talebani e cita critici come Malala Yousafzai che si oppongono a qualsiasi forma di riconoscimento.

ABC (España) logoABC (España)IndipendenteCentro10 gg fa
Una delegazione del regime talebano ottiene visti di un giorno per negoziare con Bruxelles

Una delegazione del regime talebano ha ricevuto un visto di un giorno per recarsi a Bruxelles per negoziare con la Commissione europea sulla semplificazione della deportazione dei migranti afgani che sono arrivati irregolarmente nell'Unione europea e sono considerati una minaccia per la sicurezza. Il Ministero degli Affari Esteri belga ha confermato questo sviluppo, indicando che i colloqui mirano ad affrontare le politiche migratorie che coinvolgono l'Afghanistan.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta una relazione di fatto sui negoziati diplomatici tra la Commissione europea e il regime talebano in materia di politica migratoria.

El País logoEl PaísIndipendente🔒Centro11 gg fa
Il Belgio concede un visto a una delegazione talebana per discutere di migrazione con l'UE

Il Belgio ha concesso un visto limitato a una delegazione talebana per discutere di questioni migratorie con l'Unione europea, nonostante l'UE non riconosca ufficialmente il regime talebano. Il visto consente al gruppo di soggiornare in Belgio solo per un giorno e non consente viaggi all'interno dell'area Schengen. Questa riunione avviene su richiesta di circa 20 Stati membri dell'UE e paesi associati a Schengen, tra cui Germania e Belgio, che hanno esortato la Commissione europea a esplorare modi diplomatici e pratici per accelerare il ritorno dei migranti in Afghanistan. L'iniziativa mira a affrontare il ritorno dei migranti afgani considerati residenti illegali nell'UE, in particolare quelli considerati una minaccia per l'ordine pubblico.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta la situazione in modo fattuale, evidenziando sia l'approccio cauto dell'UE che le motivazioni alla base dell'incontro con i talebani.

El País logoEl PaísIndipendente🔒Centro12 gg fa
Il governo tedesco conclude un accordo con i talebani per deportare i criminali condannati in Afghanistan

Il governo tedesco ha raggiunto un accordo con il regime talebano per accelerare la deportazione dei criminali condannati in Afghanistan. L'accordo, negoziato a livello tecnico poiché Berlino non riconosce i talebani come governo legittimo, consente fino a tre voli charter al mese per le deportazioni, insieme a deportazioni individuali illimitate tramite voli regolari.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta l'accordo in modo fattuale, senza un linguaggio apertamente positivo o negativo verso la Germania o i talebani, spiega la natura tecnica dei negoziati e le implicazioni pratiche dell'accordo senza prendere una posizione chiara sulla giustificazione o meno della decisione.

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