Questa decisione segna un passo significativo nel processo in corso di trasferimento di azioni tra gli eredi del defunto fondatore, Leonardo Del Vecchio. La valutazione potrebbe servire da precedente per altri azionisti, tra cui Clemente, Paola, Luca e Leonardo Maria Del Vecchio, che stanno anche valutando la vendita delle loro porzioni della società. La mossa avviene in mezzo a complessi negoziati sulla distribuzione della proprietà all'interno della famiglia, che è stata sotto esame a causa della sua notevole influenza sul panorama finanziario italiano.
La situazione che circonda il trasferimento delle azioni tra gli eredi del Vecchio è diventata sempre più tesa. Rocco Basilico, una delle figure di spicco negli affari finanziari della famiglia, ha recentemente inviato una lettera fortemente formulata ad altre parti interessate, esprimendo preoccupazioni per un "clima di tensione" e un "fracturato rapporto di fiducia" tra gli azionisti e il consiglio di amministrazione.
Tuttavia, questa proposta ha incontrato la resistenza di altri membri della famiglia, in particolare quelli allineati con Leonardo Maria Del Vecchio, che ha sottolineato che nessun erede avrebbe mai venduto la loro partecipazione a sconto.
L'imminente assemblea degli azionisti, che si terrà a Lussemburgo, affronterà diverse questioni critiche relative alla gestione e alla governance di Delfin. Uno degli argomenti principali all'ordine del giorno è la nomina di revisori indipendenti incaricati di sorvegliare le pratiche contabili e la sorveglianza finanziaria della società. Questi revisori terranno le loro posizioni fino al 2030, sebbene il loro ruolo sia principalmente osservazionale.
Tra i revisori proposti vi sono l'avvocato Lara Forte, nota per la sua esperienza nei fondi d'investimento, il contabile Fabio Scoyni e Marco Talarico, un alto dirigente vicino a Leonardo Maria Del Vecchio che in precedenza gestiva la società di gestione patrimoniale della famiglia, Lmdv.
La spinta per questi cambiamenti proviene da cinque degli otto eredi Del Vecchio - Clemente Del Vecchio, Nicoletta Zampillo, Leonardo Maria, Paola e Luca - che hanno presentato una lettera congiunta a tutti gli azionisti e al consiglio del gruppo finanziario il 22 giugno.
Mentre il presidente Francesco Milleri e il membro del consiglio di amministrazione Mario Notari hanno sostenuto l'iniziativa, altri come l'amministratore delegato Romolo Bardin, Giovanni Giallombardo e Aloyse May si sono opposti.
Nonostante questi sviluppi, la situazione generale rimane in stallo. Le questioni chiave irrisolte continuano a ostacolare i progressi, in particolare per quanto riguarda le questioni di eredità che coinvolgono il presidente Francesco Milleri, che funge anche da capo di EssiLux. Milleri è ancora in attesa di ricevere un pacchetto significativo di azioni che il fondatore defunto, Leonardo Del Vecchio, gli aveva assegnato attraverso il suo testamento. Ai valori di mercato attuali, questa eredità vale più di 360 milioni di euro, rendendola un elemento cruciale nella discussione più ampia sulla futura direzione di Delfin e delle sue entità affiliate.
Nel corso dell'estate, i mercati finanziari probabilmente rimarranno attenti al modo in cui si svilupperanno queste dinamiche interne. Con molteplici parti interessate con priorità e interessi diversi, il cammino da seguire per Delfin appare incerto. La risoluzione delle controversie in sospeso, in particolare per quanto riguarda la valutazione delle azioni e la distribuzione delle eredità, svolgerà un ruolo fondamentale nel determinare se la società potrà raggiungere la stabilità e la crescita continua nei prossimi mesi.
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