La Danish Football Association (DBU) ha ritirato il suo sostegno al presidente della FIFA Gianni Infantino, citando una mancanza di fiducia in seguito alla sua decisione di abbandonare i piani per la vendita di quote commerciali in tornei internazionali, compresa la Coppa del Mondo, sotto l'ombrello della Confederazione. La mossa ha scatenato preoccupazioni per la trasparenza e la governance all'interno della FIFA, con la DBU che dichiara che la proposta ha causato una "crisi fondamentale di fiducia" che non può essere risolta attraverso scuse o ritiro della proposta. Di conseguenza, l'associazione non sosterrà la candidatura di Infantino alla rielezione alle elezioni presidenziali del 2027.
La decisione arriva in un momento di crescenti tensioni all'interno della FIFA, con diverse associazioni e confederazioni nazionali che hanno già ritirato il loro sostegno a Infantino. Mentre alcune regioni, in particolare l'Africa e parti dell'Asia, continuano a sostenerlo, altre si sono distanziate.
In un comunicato stampa rilasciato dopo una riunione del consiglio esecutivo, la DBU ha espresso soddisfazione per il fatto che più federazioni stanno ora prendendo le distanze da Infantino. "Siamo lieti che più federazioni stanno ora ritirando il loro sostegno", si legge nella dichiarazione. "La DBU ha anche ribadito la sua minaccia di boicottare le competizioni sanzionate dalla FIFA a meno che non riceva assicurazioni che l'organizzazione non aprirà più i suoi tornei o li gestirà attraverso investitori privati.
Infantino, che ha cercato un quarto mandato in carica, affronta una crescente pressione da parte della comunità calcistica. Nonostante i suoi sforzi per mantenere il controllo, il ritiro di alleati chiave come la DBU segnala un cambiamento nella dinamica del potere all'interno della FIFA. La situazione ha creato incertezza intorno alle prossime elezioni del 2027, senza candidati ufficiali ancora registrati per la scadenza del 18 novembre. Il 77 ° Congresso della FIFA, in programma per il 18 marzo a Rabat, servirà come piattaforma critica per presentare alternative praticabili a Infantino.
Molti critici sostengono che l'organizzazione è diventata sempre più opaca, con decisioni spesso prese a porte chiuse senza un contributo sufficiente da parte delle nazioni membri. La vendita di quote commerciali nei principali tornei era intesa a generare entrate pur mantenendo l'indipendenza, ma l'abbandono di questo piano ha sollevato allarmi tra le parti interessate.
Per ora, il ritiro della DBU segna un momento cruciale nella lotta in corso per la riforma all'interno dell'organo di governo mondiale.
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