L'articolo discute la riorganizzazione strategica di Israele nel Mediterraneo orientale, che mira a stabilire un corridoio energetico, militare e immobiliare che si estende dal Levante all'Italia meridionale. I governi europei, in particolare l'Italia, sono descritti come ignoranti o minimizzatori di questo sviluppo. Israele ha formato alleanze operative con la Grecia e Cipro oltre alla semplice diplomazia energetica, comprese esercitazioni militari congiunte e condivisione di intelligence. Le forniture di gas israeliane alimentano già gli impianti di liquefazione egiziani, mentre progetti come EastMed e Imec mirano a escludere la Turchia dalle rotte commerciali regionali. Nel frattempo, la Turchia risponde affermando rivendicazioni marittime in Libia attraverso accordi con Tripoli e aumentando la presenza militare. In Italia, l'influenza economica israeliana è evidente attraverso investimenti come una proposta di "colonia israeliana" nel Salento e un resort di lusso a Ostuni sostenuta da importanti partner internazionali. Questi sviluppi suggeriscono una crescente impronta geopolitica ed economica di Israele nell'Europa meridionale.
Lettura del bias (Progressista): L'articolo descrive le strategie espansionistiche di Israele come un deliberato tentativo di rimodellare la geopolitica mediterranea, posizionando l'UE e l'Italia come osservatori passivi piuttosto che partecipanti attivi.



